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Missouri, il mistero delle «schiave sessuali» di Kansas City

A tre settimane fa la fuga della prima vittima di Timothy Marrion Haslett, un’altra donna ha raccontato alla polizia di essere stata rapita e stuprata. Potrebbero essercene altre

In Missouri, negli Stati Uniti, si allarga il mistero delle presunte «schiave sessuali» di Timothy Marrion Haslett, l’uomo arrestato dalla polizia tre settimane fa con l’accusa di aver rapito, stuprato e tenuto prigioniera una ragazza bianca di 22 anni. A qualche settimana dalla liberazione della prima vittima (T.J.), un’altra ragazza di Kansas City, questa volta afroamericana, ha raccontato di essere stata rapita e stuprata. L’uomo accusato è sempre Haslett e, stando alle ricostruzioni della polizia, la versione della donna confermerebbe quanto raccontato dalla prima ragazza. Il caso ha scatenato le proteste della comunità afroamericana del Missouri. Stando al racconto di T.J., infatti, ci sarebbero altre vittime.


Le indagini

«È piuttosto evidente che sia stata trattenuta contro la sua volontà per un periodo significativo di tempo», ha detto il poliziotto Ryan Dowdy alla Cnn dopo la fuga della seconda ragazza. Lisa Johnson, la vicina di casa del presunto stupratore, ha raccontato alla polizia di aver sospettato che ci fosse qualcosa di strano nel comportamento di Haslett. Johnson, però, ha deciso di parlare pubblicamente solo dopo la fuga della prima ragazza, perché temeva che Haslett potesse uccidere le altre vittime. Al momento della fuga, T.J. indossava un collare metallico chiuso con un lucchetto e aveva ancora residui di nastro adesivo sul corpo. «La ragazza ha menzionato altre vittime, ma finora non abbiamo trovato nessuna prova a sostegno di questa tesi», ha aggiunto la polizia. Nel frattempo, Haslett si trova in carcere dal 7 ottobre con le accuse di stupro, rapimento e aggressione.


La protesta della comunità afroamericana

Finora, il presunto aguzzino non ha fornito ulteriori dettagli alla polizia e il suo avvocato difensore ha deciso di non commentare il ritrovamento della seconda vittima. Il dipartimento di polizia di Kansas City ha fatto sapere di essere al lavoro per ottenere maggiori dettagli sulla vicenda e, soprattutto, per accertare la possibile presenza di altre vittime. «A settembre ci è stato segnalato un post su Facebook in cui si denunciava l’uccisione di quattro donne nere e la scomparsa di altre tre», hanno fatto sapere gli agenti. «Per poter iniziare le indagini, però, abbiamo bisogno di una denuncia vera e propria». La comunità nera, però, non ci sta. E accusa la polizia di non prendere seriamente le segnalazioni dei cittadini. «Se quella ragazza non fosse riuscita a fuggire, oggi non saremmo qui a parlarne – ha detto il vescovo Tony Caldwell – Quando familiari e amici denunciano la scomparsa di un loro caro, spesso viene tutto derubricato a una semplice fuga».

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