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La flotta fantasma russa che aggira le sanzioni Ue: così Mosca beffa il blocco al petrolio

Secondo l’agenzia Bloomberg, Mosca si servirebbe di almeno 240 imbarcazioni per evitare le limitazioni sul greggio sfruttando prestanome in Asia e Medio Oriente

In previsione dell’entrata in vigore dell’embargo al petrolio russo da parte dell’Unione Europea, il prossimo 5 dicembre, nel mondo si sta formando una flotta «ombra» – così la definisce Bloomberg che ne dà notizia – di petroliere pronte a trasportare il greggio che l’Ue smetterà di acquistare verso altre destinazioni. Le navi acquistate, riferisce la testata statunitense, sono già 240, e molte di queste sono state vendute a compratori la cui identità non è stata rivelata. Nonostante le importazioni europee siano calate, con la quota sulle esportazioni russe che è passata da oltre metà del totale il 28 giugno scorso a circa un terzo a inizio ottobre, la quantità di greggio che lascia la Russia nello stesso periodo è aumentata, attestandosi a oltre 3 miliardi di barili al giorno, addirittura più che a febbraio. Bloomberg evidenzia come la quota di acquisti dei Paesi asiatici sia cresciuta considerevolmente, così come quella dei compratori sconosciuti.


Le destinazioni? Dubai, Cipro, Hong Kong e Singapore

Il commerciante di navi Braemar afferma che per mantenere livelli di export simili, molte navi verranno aggiunte alla flotta di 240 petroliere che finora hanno trasportato petrolio iraniano e venezuelano ma che ora pare facciano parte della flotta fantasma. Il commercio di queste navi è aumentato sensibilmente a partire dall’inizio della guerra. Gli acquisti sono stati effettuati per lo più da entità non rivelate site in Paesi come gli Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Singapore e Cipro. «Se si guarda a quante navi sono state vendute negli ultimi sei mesi ad acquirenti sconosciuti, è chiaro che si sta formando una flotta», ha dichiarato Christian Ingerslev, amministratore delegato di Maersk Tankers a Copenaghen, che gestisce una flotta di 170 navi.


Trasferimenti da una nave all’altra in mare aperto per aggirare il blocco

Inoltre, Bloomberg scrive che Mosca si starebbe organizzando per trasferire il greggio da una petroliera all’altra – da navi relativamente piccole e vere e proprie superpetroliere – direttamente in mare, in modo da aggirare le sanzioni che impediscono alle navi di rifornirsi presso i porti russi.

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