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I sette adolescenti denunciati con l’accusa di aver condiviso foto di bambini vittime di abusi sessuali

24 Ottobre 2022 - 10:51 Redazione
La Polizia di Stato di Catania, coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, ha svolto un' operazione contro la pedo pornografia online condotta dal Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale, 22 ottobre 2022. Sono 24 gli indagati per i reati di detenzione di materiale pornografico minorile nei confronti dei quali l'Autorità Giudiziaria ha disposto perquisizioni personali ed informatiche che hanno interessato le province di Catania, Siracusa e Ragusa. Nel corso delle indagini sono state sequestrate diverse migliaia di file audio e video.   NPK    ANSA / Ufficio stampa Polizia di Stato   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
I ragazzi di età compresa tra i 13 e i 15 anni pubblicavano nei gruppi social anche contenuti violenti e che prefiguravano apologia del fascismo
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Diffusione e detenzione di materiale pedopornografico è l’accusa nei confronti di sette adolescenti, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, denunciati dalla polizia per aver ricevuto e inviato, su diversi gruppi social, fotografie di bambini – anche di tre o quattro anni –, vittime di abusi sessuali. A scoprire la diffusione del materiale è stata la polizia postale di Pescara, su indicazione del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online. Tutto è partito da una segnalazione del Servizio emergenza infanzia 114 che ha reso noto la presenza all’interno dei gruppi social oltre che di contenuti pedopornografici anche di stickers-meme di carattere zoofilo e necrofilo, ma anche splatter e di violenza estrema. Non solo, gli adolescenti condividevano sulle chat materiale che prefigurava apologia del nazismo-fascismo, contenuti relativi ad atti sessuali estremi e mutilazione e atti di crudeltà pure verso gli animali. Gli investigatori hanno analizzato oltre 85 mila messaggi in cinque diversi gruppi social, al fine di identificare gli autori. Nell’ambito dell’indagine – che ha coinvolto anche i Centri Operativi Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Puglia, Lazio, Lombardia e Campania, restano al vaglio degli inquirenti le posizioni di altri 22 minori che si sono limitati ad inviare “meme” e che ora rischiano provvedimenti anche con l’intervento dei servizi sociali a sostegno dei ragazzi e delle loro famiglie. La Polizia postale e la procura minorile di Pescara ha invitato i ragazzi coinvolti ad acquisire consapevolezza e responsabilità delle proprie azioni sui social, interrompendo – di fatto – la diffusione di tali contenuti.  

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