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Usa, rottura definitiva tra Adidas e Kanye West: «Le sue uscite sono diventate inaccettabili e pericolose»

Nelle scorse settimane, l’artista aveva pronunciato frasi antisemite, sostenendo che la comunità ebraica controllasse l’industria musicale americana

Adidas ha annunciato la fine della collaborazione con il rapper Kanye West, ora semplicemente noto come Ye. A convincere i vertici dell’azienda a troncare la partnership sono state alcune frasi antisemite pronunciate da West nei giorni scorsi. «Le recenti affermazioni e azioni di Ye sono inaccettabili, piene di odio e pericolose – si legge nel comunicato diffuso da Adidas – Sono contrarie ai valori dell’impresa come pluralismo e inclusione, rispetto reciproco e lealtà». Le frasi a cui si fa riferimento sono state pronunciate dal rapper di Chicago durante un’intervista a Revolt Tv. «La comunità ebraica, specialmente nell’industria musicale, ci prende e ci munge fino alla morte – ha detto Ye – I media sono controllati dagli ebrei e l’hanno dimostrato bullizzandomi». Frasi che non sono passate certo inosservate, scatenando la reazione – tra gli altri – del Consiglio centrale degli ebrei tedeschi, che le ha giudicate «insopportabili».


Una collaborazione lunga quasi un decennio

La fine della partnership tra Adidas e Ye era nell’aria da tempo, come spiega anche una lunga analisi del Washington Post. La loro collaborazione era nata nel 2013 con la creazione del brand Yeezy, che si è rivelato uno degli affari più proficui degli ultimi anni per l’azienda tedesca. Ed è proprio il successo della partnership ad aver convinto Adidas a sopportare per anni le polemiche sulle uscite di Kanye West. Persino quando, lo scorso giugno, il rapper accusò l’azienda di avergli rubato i modelli, menzionando esplicitamente l’amministratore delegato di Adidas Kasper Rorsted in un tweet. Diatribe dello stesso tipo hanno convinto un altro brand, il marchio di abbigliamento Gap, a interrompere l’accordo con Kanye siglato nel 2020, che prevedeva – fra le altre cose – l’apertura di negozi interamente dedicati al brand Yeezy.


Il declino di Ye

Dalla sua ospedalizzazione per problemi psichiatrici del 2016, West si è fatto notare più per le polemiche suscitate da alcune sue dichiarazioni che per la sua attività di cantante, produttore e uomo d’affari. Nel 2018, ha detto al sito americano Tmz che la schiavitù degli afroamericani era stata una loro scelta, non un’imposizione. Più di recente, Ye ha anche sostenuto che «Il 50% delle morti di persone nere oggi è dovuta all’aborto». Cifre che, secondo il rapper, rendono il ventre di una donna «il posto più pericoloso per una persona nera in America». Nelle scorse settimane, Ye si era lasciato andare anche ad alcune dichiarazioni completamente false sull’attualità, affermando per esempio che George Floyd non fosse stato ucciso dalla polizia ma che fosse morto «per un’overdose di fentanyl». Frasi che, oltre a creare l’ennesima ondata di indignazione, hanno spinto la famiglia di Floyd a denunciarlo e chiedere un risarcimento. Alcune di queste esternazioni sono costate a Kanye anche la sospensione da alcuni social media. Da qui l’annuncio da parte del rapper di voler acquistare Parler, un social network nato da pochi anni e molto popolare tra gli esponenti dell’estrema destra americana. In tutte queste occasioni, Adidas è sempre rimasta al fianco di Ye. Le frasi antisemite pronunciate la scorsa settimana, però, sembrano essere la proverbiale «goccia che ha fatto traboccare il vaso». I vertici dell’azienda hanno deciso perciò di troncare definitivamente la partnership con l’artista, che al momento non ha ancora reagito alla notizia.

Foto di copertina: ANSA / ETIENNE LAURENTUS | Il rapper Kanye West durante un concerto in California, nel 2019

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