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Andrea Tombolini: chi è l’uomo che ha accoltellato 6 persone nel centro commerciale di Assago

Ha 46 anni e problemi psichici. Dieci giorni fa era stato ricoverato perché si era preso a pugni da solo

Si chiama Andrea Tombolini e ha 46 anni l’uomo che ha accoltellato sei persone uccidendone una nel centro commerciale di Assago. Tra i feriti nel Carrefour di viale Milanofiori anche il calciatore del Monza Pablo Marì. L’a.d. Adriano Galliani ha detto che il giocatore è stato colpito alla schiena e sta bene. Il pubblico ministero Paolo Storari ha accusato Tombolini di omicidio e tentato omicidio plurimo. Secondo gli inquirenti l’uomo ha gravi problemi psichici. L’ex calciatore Massimo Tarantino ha disarmato l’uomo: «Urlava, urlava e basta», ha detto ieri sera alle numerose telecamere delle televisioni l’ex giocatore, ora dirigente sportivo. «Io eroe? Non ho fatto niente…». Tombolini è piantonato all’interno della caserma in via della Moscova. Lo scorso 18 ottobre è stato medicato in ospedale per alcune ferite al volto che si era autoinferto prendendosi a pugni da solo.


L’accoltellamento nel Carrefour

Tombolini è entrato nel centro commerciale di Assago alle 18,35. Ha raggiunto la corsia dei casalinghi e ha preso un coltello da cucina. Poi ha cominciato a correre e urlare. Ha colpito le sue vittime alle spalle e scegliendole a caso. Tra queste un uomo di 40 anni e due anziani di 72 e 80. Il dipendente Luis Fernando Ruggeri, boliviano di 47 anni, è stato raggiunto da un’unica coltellata al torace ed è morto durante il tragitto in ospedale. Tombolini è stato fermato vicino alla cassa 19. Prima è stato ritratto dalle videocamere di sorveglianza mentre urlava con il coltello colpendo i clienti che facevano la spesa. Lì altri clienti, tra cui Tarantino, sono riusciti a disarmarlo. I genitori di Tombolini racconteranno successivamente ai carabinieri che l’uomo era sempre più depresso negli ultimi tempi. Il crollo è arrivato dopo un intervento chirurgico alla colonna vertebrale.


«Ammazzatemi, prendetemi»

Secondo Il Giorno l’uomo avrebbe urlato «Ammazzatemi, prendetemi» mentre i clienti tentavano di bloccarlo. I carabinieri lo hanno trovato steso al suolo e con il coltello insanguinato di fianco. Al momento le persone coinvolte sono 6, hanno dai 28 agli 81 anni. I carabinieri del comando provinciale di Milano stanno lavorando per ricostruire la dinamica. Tre di loro sono in codice rosso. All’agenzia di stampa Ansa una ragazza che si trovava nel centro commerciale ha raccontato che lei e la sua amica erano «veramente terrorizzate. Non capivamo cosa succedeva, vedevamo gente scappare in lacrime . Mi è rimasta molto impressa una ragazza che piangeva, completamente sotto shock».

Le testimonianze

Un’altra ragazza era al bar del Carrefour: «Siamo rimaste nel retro del bar mentre vedevamo anche il resto della ristorazione chiudere nascondendo le persone dentro. Poi dopo circa 5 minuti è arrivata una commessa del Carrefour che aveva assistito alla prima aggressione, non parlava di armi ma solo di un pazzo. Era sconvolta e la ragazza del bar l’ha soccorsa». Poco dopo, «abbiamo visto gente scappare e siamo andate via anche noi, siamo uscite mentre dall’altoparlante del centro commerciale chiedevano l’intervento urgente di un medico e ci siamo allontanate il più velocemente possibile».

Pablo Marì sarà operato

Intanto Pablo Marì sarà sottoposto in giornata a un intervento chirurgico. Il calciatore, che non è in pericolo di vita, ha trascorso la notte all’ospedale Niguarda, dove è stato ricoverato dopo l’aggressione. Uno dei feriti, un dipendente del Carrefour trentenne di origini sudamericane, è morto. Restano gravi le condizioni delle altre persone ferite. Oggi il punto vendita Carrefour resterà chiuso in segno di lutto. «Siamo profondamente addolorati nell’apprendere del decesso di un nostro dipendente», ha fatto sapere Christophe Rabatel, amministratore delegato di Carrefour Italia: «Ci stringiamo attorno alla sua famiglia, con cui siamo in contatto per esprimere il nostro cordoglio e siamo vicini alle famiglie delle altre vittime coinvolte. Episodi del genere non dovrebbero mai verificarsi in assoluto, soprattutto durante lo svolgimento del proprio lavoro». Gli altri feriti sono fuori pericolo.

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