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La nota di Dario Fabbri sul mondo che cambia. La scelta del nuovo presidente quanto incide davvero sul Brasile? – Il video

Ogni settimana il direttore della rivista «Domino» approfondisce in meno di 3 minuti i fatti più importanti dell’attualità internazionale

Conto alla rovescia per il ballottaggio delle Presidenziali in Brasile di domenica prossima, 30 ottobre, che verrà contrapporsi il presidente uscente Jair Bolsonaro e il candidato di sinistra e vincitore della prima tornata Luiz Inácio da Silva Lula. Chi vincerà queste elezioni e quali sfide dovrà affrontare? Quale sarà la posizione del paese nello scacchiere internazionale? E il Brasile stesso cambierà volto? Nella nuova puntata della videorubrica La nota sul mondo che cambia, il direttore di Domino Dario Fabbri, analizza tutti questi aspetti e il possibile destino del Brasile che, a prescindere dalla vittoria di Lula o Bolsonaro, sembra non variare. «Al di là di chiunque vincerà non potrà risolvere le incongruenze strutturali che attanagliano il gigante latino-americano», spiega Fabbri. Il Brasile, infatti, resta dipendente per le proprie esportazioni, in particolare di prodotti agricoli e petrolio, verso la Cina. Al contempo, il paese non vuole essere schiacciato dalla Repubblica Popolare Cinese, mantenendo così un antagonismo atavico nei confronti degli Stati Uniti. Ma in Brasile sta aumentando la popolazione evangelico-protestante che guarda proprio agli States. Da non dimenticare, infine, il rapporto del paese con la Russia, coltivato ai tempi della Guerra Fredda con l’Unione Sovietica, in funzione anti-statunitense e ancora vivo. «Tutti incastri che a prescindere dalla vittoria di Bolsonaro o Lula, lasceranno il paese inevitabilmente in una dimensione sospesa». 


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