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Elon Musk, dopo i licenziamenti a cascata l’Onu scrive al nuovo proprietario di Twitter: «Rispetti i diritti umani»

«Un inizio non incoraggiante» ha scritto l’Alto commissario delle Nazioni Unite Volker Turk riferendosi alla gestione del social network da parte del patron di Tesla

«Elon Musk si impegni a garantire il rispetto dei diritti umani su Twitter». Così l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Volker Turk, esorta il nuovo proprietario del famoso social network. «Come tutte le aziende, Twitter deve comprendere i danni associati alla sua piattaforma e adottare misure per affrontarli», ha continuato Turk, «il rispetto dei nostri diritti umani condivisi dovrebbe stabilire le barriere per l’uso e l’evoluzione della piattaforma». La lettera diffusa poche ore fa dal commissario Onu segue le notizie del licenziamento dell’intero team per i diritti umani di Twitter per opera del proprietario di Tesla. Non solo, dopo l’acquisto del social network Musk ha deciso di mandare a casa anche tutta la squadra di intelligenza artificiale etica tranne due dipendenti. «Un inizio non incoraggiante», ha affermato Turk, che si è detto preoccupato per la nuova gestione del social. «Twitter fa parte di una rivoluzione globale che ha trasformato il modo in cui comunichiamo. Ma scrivo con preoccupazione e apprensione sulla nostra piazza pubblica digitale e sul ruolo di Twitter in essa», si legge nella lettera. «Il rispetto dei nostri diritti umani condivisi dovrebbe essere il fondamento per l’utilizzo e l’evoluzione della piattaforma».


Il documento continua con l’elenco di alcuni punti fondamentali ribaditi da Turk: dalla libertà di parola in tutto il mondo alla lotta contro l’odio che incita alla discriminazione, dalla protezione della privacy alla trasparenza dei dati. «In breve», conclude il commissario Onu, «vi esorto a garantire che i diritti umani siano al centro della gestione di Twitter sotto la vostra guida». La gestione Musk di Twitter ha destato nelle ultime ore non poche polemiche. Il nuovo proprietario del social ha fatto sapere che i tagli si sono resi necessari anche alla luce dell’abbandono di Twitter da parte di numerosi inserzionisti pubblicitari che hanno lasciato l’uccellino blu in seguito alla sua acquisizione. I malcontenti si sono accentuati anche a causa della decisione di rendere a pagamento la «spunta blu» con cui si identifica un account verificato  per una quota mensile di 8 dollari.


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