Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Zelensky avverte: «I russi usano i droni iraniani per tenerci al buio: arriverà un nuovo attacco massiccio» – Il video

Intanto nelle prossime ore il fornitore di energia elettrica Yasno ha annunciato blackout d’emergenza più lunghi per Kiev e altre sei regioni dell’Ucraina

«Oggi gli occupanti hanno di nuovo utilizzato i droni d’attacco iraniani. Alcuni sono stati abbattuti, ma purtroppo altri hanno avuto successo». A parlare nel suo video messaggio serale è Volodymyr Zelensky che su Telegram fa il resoconto della giornata di guerra facendo riferimento alle intenzioni delle forze di Mosca per le prossime ore: «Lo Stato terrorista sta concentrando forze e mezzi per una possibile ripetizione di attacchi massicci contro le nostre infrastrutture», ha spiegato Zelensky, «innanzitutto quelle energetiche. In particolare per questo, la Russia ha bisogno dei missili iraniani. Ci stiamo preparando a rispondere». Intanto nella giornata del 7 novembre a Kiev l’erogazione di corrente elettrica sarà sottoposta a blackout d’emergenza più lunghi del previsto. Ad avvertire è stato il ceo del fornitore Yasno, Serhiy Kovalneko: «L’unica soluzione per far fronte alla crisi energetica causata dai raid delle infrastrutture ucraine». A causa dei massicci bombardamenti russi sulla rete elettrica, nelle ultime settimane ci sono state numerose interruzioni di corrente nella capitale e in altre centinaia di città. Il timore è quello di un blackout totale che a quel punto, secondo quanto dichiarato dal sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko, prevederebbe l’evacuazione di massa dalla città. Per il 7 novembre Kovalneko ha annunciato un aumento della carenza di elettricità del +32% rispetto al previsto. «Molto è dovuto a cause di forza maggiore», ha spiegato, parlando di un blackout che partirà dalle prime ore della mattina. Secondo l’operatore di rete statale Ukrenergo, i blackout sono programmati a Kiev e in altri 6 oblast: Chernihiv, Cherkasy, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv e Poltava.


Continua a leggere su Open


Leggi anche: