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Ong, la Rise Above verso Reggio Calabria: potranno sbarcare tutti gli 89 migranti a bordo

La nave della Mission LIfeline riceverà un trattamento diverso rispetto alla Humanity 1 e alla Geo Barents, che hanno potuto sbarcare solo le persone ritenute «fragili»

Mentre a Catania si consuma lo stallo tra le ong e il ministero, la nave Rise Above della ong Mission Lifeline – con bandiera tedesca – ha ottenuto il permesso di sbarco nel porto di Reggio Calabria. La nave dovrebbe attraccare intorno alle 3 di notte: tutte e 89 le persone a bordo dovrebbero avere il via libera allo sbarco. Differentemente da quanto accaduto per la Humanity 1 e la Geo Barents, che hanno potuto sbarcare solo i migranti ritenuti «fragili», la Rise Above verrà gestita come una operazione di ricerca e soccorso. La nave era da giorni al largo delle coste della Sicilia orientale, in attesa della comunicazione di un posto sicuro dove attraccare.


La situazione su Humanity 1 e Geo Barents

«Il decreto dei ministeri non sarà ottemperato dal capitano». Lo ha detto l’avvocato dell’ong SOS Humanity, Riccardo Campochiaro, in riferimento alla direttiva del governo che intima alla nave Humanity 1 di lasciare il porto di Catania con i 35 migranti rimasti a bordo. «Restiamo in attesa, come in altri casi potrebbe esserci una rivalutazione da parte del ministero in autotutela – ha aggiunto Campochiaro – confermando l’intenzione di presentare ricorso in Tribunale contro il decreto domani, martedì 8 novembre. «Non ci sono alternative per smuovere la situazione che sembra essere stagnante», ha spiegato. A bordo della Humanity 1, intanto, riporta il Corriere della Sera, decine di migranti avrebbero rifiutato il cibo. Non si può ancora parlare di sciopero della fame, ma la situazione diventa sempre più complicata, ha riferito il capo delle operazioni di Sos Humanity Till Rummenhohl. Dall’altra imbarcazione ormeggiata, la Geo Barents, tre migranti si sono invece tuffati in mare nel tentativo di raggiungere la terraferma. I tre sono stati recuperati dalle autorità, in buone condizioni, e portati sul molo vicino alla nave da cui si erano gettati. Il capo missione della nave Juan Matias Gil ha assicurato che per ora non lascerà il porto: «I soccorsi finiscono quando le persone sopravvissute vengono sbarcate in un luogo sicuro e qui siamo in un luogo sicuro. Aspettiamo di sbarcare tutti».


La minaccia di sanzioni

Le ong SOS Humanity e Medici senza frontiere avrebbero ricevuto dalle autorità italiane la minaccia di una sanzione da 50 mila euro se non lasceranno il porto di Catania. Lo ha detto il co-portavoce di Europa verde, Angelo Bonelli. La prima ong – che gestisce la nave ferma in porto Humanity 1 – ha confermato la notizia, la seconda – che gestisce Geo Barents – al momento no. Una minaccia immediatamente rigettata da Humanity 1: «Nel provvedimento in cui si dice al comandante della nave di lasciare il porto di Catania con a bordo i 35 migranti rimasti a bordo non c’è una scadenza, un termine temporale», si fa sapere dalla nave.

Ricorsi pronti

I legali della Humanity 1 tengono il punto, dunque, e confermano di essere al lavoro per la presentazione di due ricorsi: uno al Tar del Lazio per il mancato rispetto delle norme internazionali sui soccorsi in mare e uno al Tribunale civile di Catania per consentire lo sbarco dei 35 migranti rimasti a bordo.

Foto di copertina: ANSA/MAX CAVALLARI-SOS HUMANITY

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