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La Commissione Ue chiede lo sbarco immediato di tutti i migranti della Ocean Viking: «Rischio tragedia umanitaria»

Non è chiaro se si riaprirà la disputa tra Italia e Francia, o se, data l’urgenza, la nave attraccherà in Corsica, in territorio francese

Mentre la nave Ocean Viking della Ong Sos Mediterranée è in viaggio verso Marsiglia, in Francia, dopo il rifiuto da parte dell’Italia di assegnarle un porto sicuro in cui attraccare per far scendere tutte le persone a bordo e dopo aver ripreso a navigare verso Nord-Ovest, la Commissione europea, in un comunicato ufficiale, ha richiesto «lo sbarco immediato, nel più vicino e sicuro, di tutte le persone soccorse che si trovano a bordo della nave». Sull’imbarcazione sono presenti 234 persone, tra cui 55 minori dei quali 43 non accompagnati, e 15 donne e, come sottolineato nel comunicato della Commissione «la situazione a bordo della nave ha raggiunto un livello critico e deve essere affrontata con urgenza per evitare una tragedia umanitaria». Da Bruxelles si ricorda che «l’obbligo legale di soccorrere e garantire la sicurezza della vita in mare è chiaro e inequivocabile, indipendentemente dalle circostanze che portano le persone a trovarsi in una situazione di pericolo», richiamando il «principio di leale cooperazione e invita gli Stati membri a collaborare per garantire una risposta comune, tenendo in considerazione il valore della vita della massima importanza e della massima considerazione». E in questo momento, il porto più vicino per far sbarcare i migranti presenti sull’Ocean Viking si troverebbe in Sardegna, vicino Cagliari. Non è chiaro dunque se si riaprirà la disputa tra la linea dura dell’Italia o se, data l’urgenza, la nave attraccherà eventualmente in Corsica, in territorio francese, anche alla luce del recente scontro tra Roma e Parigi.


Commissione Ue: «Tutti gli Stati membri partecipino con uno spirito di sincera cooperazione, solidarietà e fiducia reciproca»

«È importante fornire sostegno agli Stati membri che ricevono regolarmente arrivi via mare. Sulla base del meccanismo di solidarietà concordato, è disponibile un numero significativo di posti di ricollocazione per contribuire ad alleviare parte della pressione attraverso la ricollocazione in altri Stati membri», si legge ancora nel comunicato, in cui viene rimarcato che «oltre a un forte meccanismo di solidarietà, la Commissione ha definito un percorso per una risposta comune in materia di ricerca e soccorso. Questo è un elemento chiave della gestione europea integrata delle frontiere». Di conseguenza, Bruxelles assicura che «rinvigorirà il lavoro per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri sulle attività di ricerca e soccorso» e annuncia che «gli Stati membri verranno convocati urgentemente per lavorare ulteriormente su soluzioni comuni, e si aspetta che tutti gli Stati membri partecipino in uno spirito di sincera cooperazione, solidarietà e fiducia reciproca». Infine, nel comunicato della Commissione si osserva che «la situazione cui stiamo assistendo nel Mediterraneo rivela ancora una volta l’urgenza di una politica unica e coesa in materia di migrazione e asilo: la Commissione ha proposto un tale sistema due anni fa e coglie l’occasione per rinnovare il suo invito agli Stati membri e al Parlamento europeo a portare avanti i lavori per la sua adozione».


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