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Bologna, la protesta shock dei collettivi: sfilano sotto le Due Torri con il manichino di Giorgia Meloni a testa in giù

La figura era stata vestita con abiti militari e assomigliava alla presidente del Consiglio: «Non è la benvenuta»

Un manichino di Giorgia Meloni appeso a testa in giù sotto le Due Torri. Così due collettivi di Bologna hanno deciso di manifestare il loro dissenso verso le politiche del nuovo governo e contro il caro energia. In duecento circa hanno partecipato alla manifestazione del collettivo Cua e del Laboratorio Cybilla, un corteo che è sfilato per le vie del centro tra cori e slogan contro l’esecutivo. Il manichino era stato vestito con abiti militari e aveva le sembianze della neo presidente del Consiglio. «Tra poche settimane, per l’inaugurazione del Tecnopolo e di uno tra i cinque computer più potenti al mondo arriverà in città Giorgia Meloni. Ma non sarà mai la benvenuta a Bologna e da nessun’altra parte», si legge sul profilo social di Laboratorio Cybilla, «tra sgomberi, cariche all’università e attacchi alle politiche sociali, questo governo mira all’appiattimento delle nostre esistenze, delle nostre libertà e dei nostri desideri». Da quando si è insediato il nuovo governo, non è la prima volta che come simbolo della protesta viene utilizzato il riferimento alla morte di Benito Mussolini in piazzale Loreto: era già successo a Roma contro Ignazio La Russa, dopo la sua elezione a presidente del Senato.


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