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Regione Sicilia, è caos nel centrodestra. Forza Italia divisa tra Schifani e Miccichè

Nel giorno in cui ha giurato la nuova giunta, liti interne al partito di Berlusconi e a Fratelli d’Italia fanno andare sotto la maggioranza nel voto per la vicepresidenza vicaria, che va ai 5 stelle

Doveva essere il giorno dell’insediamento ufficiale della nuova giunta regionale in Sicilia. E in effetti c’è stato il giuramento dei 12 assessori davanti all’Assemblea regionale, ma a fare notizia sono le crepe nel centrodestra che ha portato alla presidenza della Regione Renato Schifani. All’interno di Palazzo dei Normanni, a Palermo, si registra il malcontento di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia per la scelta del partito di far nominare due assessori esterni sui quattro a disposizione della compagine di Giorgia Meloni. Lo strappo più evidente, però, si è palesato nel partito di Silvio Berlusconi. Nella costituzione dei gruppi al parlamentino siciliano gli esponenti di Forza Italia si sono scissi in due componenti diverse: Stefano Pellegrino, vicino al governatore Schifani, guida il gruppo Forza Italia 1, Gianfranco Miccichè, commissario del partito in Sicilia, è il capogruppo Forza Italia 2. La denominazione, pressoché sovrapponibile, ha fatto irritare il presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno: «Non possono coesistere due gruppi parlamentari con la stessa denominazione – ha affermato -. Questa presidenza invita i due gruppi parlamentari a fare definitivamente chiarezza con la massima tempestività». C’è chi non esclude che si possa finire in tribunale per dirimere la questione.


La maggioranza di centrodestra va sotto al primo banco di prova

Le fibrillazioni di maggioranza hanno avuto, come primo effetto, quello di far andare sotto il centrodestra al primo banco di prova dell’assemblea. Oggi, 16 novembre, si è votato per la vicepresidenza del parlamentino siciliano. Il deputato regionale che ha raccolto più consensi è stato Nuccio Di Paola, del Movimento 5 stelle. Sul suo nome sono convogliati i voti di 35 deputati sui 68 totali: cinque in più del totale dei voti dell’opposizione che, sulla carta, nel parlamentino può contare su 30 esponenti. Sarà il grillino il vicepresidente vicario dell’assemblea. L’altra vicepresidente sarà l’azzurra Luisa Lantieri, che ha raccolto 32 preferenze. Una scheda nulla. Inizio alquanto complicato per la giunta di Schifani che, dopo la presentazione degli assessori a Palazzo d’Orleans, non aveva nascosto di avere davanti «un periodo di sfida da far tremare i polsi». Tra gli appuntamenti urgenti elencati dal presidente della Regione, la parifica del rendiconto 2020, del rendiconto 2021, la chiusura del bilancio 2022, la programmazione della legge di bilancio 2023 e gli interventi sul Pnrr.


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