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Missili in Polonia, i primi risultati dell’indagine: il sistema di Kiev dell’autodistruzione del razzo non ha funzionato

Jakub Kumoch, capo dell’Ufficio di politica internazionale della presidenza polacca: «Nessuno accusa l’Ucraina di volerci bombardare, la responsabilità resta della Russia»

«Oggi ci sono molte prove che uno dei missili che avrebbe dovuto abbattere il missile russo non ha colpito il bersaglio. Il sistema di autodistruzione non ha funzionato e questo, sfortunatamente, ha portato alla tragedia». Questi i primi risultati dell’indagine avviata dalla Polonia sui resti di missili che il 15 novembre sono caduti sul Paese uccidendo due persone. A rivelarlo è Jakub Kumoch, capo dell’Ufficio di politica internazionale della presidenza polacca, in un’intervista a un’emittente locale ripresa da Ukrainska Pravda. Secondo Kumoch, le prove che sosterrebbero l’ipotesi di un errore del sistema di difesa aereo ucraino verrebbero direttamente dalle analisi dei «frammenti del razzo e della profondità del cratere». Al momento, una squadra investigativa polacco-americana sta lavorando sul luogo dell’incidente. Anche l’Ucraina, però, avrebbe chiesto l’accesso alle indagini. «Se entrambe le parti sono d’accordo e, per quanto ne so, non ci sono obiezioni da parte americana, allora tale accesso può essere fornito nel prossimo futuro», ha spiegato l’esperto polacco. I primi risultati delle indagini, dunque, sembrano confermare la versione avanzata già negli scorsi giorni dagli Stati Uniti, che sostenevano che la caduta di resti di missili in territorio polacco fosse il risultato di un incidente. «Nessuno accusa l’Ucraina di bombardare deliberatamente il nostro territorio – ha precisato Kumoch -. Quel giorno la Russia ha bombardato l’Ucraina, perciò è la Russia ad avere la piena responsabilità di ciò che accaduto».


Foto di copertina: EPA / PAWEL SUPERNAK | Il presidente polacco Andrzej Duda durante una conferenza stampa del 16 novembre 2022


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