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I droni iraniani oltre le sanzioni: «Accordo tra Mosca e Teheran per produrli su territorio russo»

A diffondere la rivelazione è il Washington Post: «L’intesa è stata finalizzata durante un incontro in Iran all’inizio di novembre»

Mosca ha raggiunto un accordo con Teheran per cominciare la produzione di droni senza pilota in territorio russo, in modo da evitare sanzioni. La rivelazione arriva dal Washington Post, citando informazioni di intelligence viste da agenzie di sicurezza degli Usa e di altri Paesi occidentali. «L’intesa è stata finalizzata durante un incontro in Iran all’inizio di novembre», spiega il quotidiano statunitense, «ora i due Paesi stanno muovendo rapidamente per trasferire la linea di produzione in Russia e cominciare l’attività nel giro di mesi». Se realizzato pienamente, l’accordo rappresenterebbe un ulteriore potenziamento dell’alleanza Russia- Iran che, secondo il quotidiano, «ha fornito un supporto cruciale alla claudicante campagna militare in Ucraina». Wp ha poi riportato un commento della portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Adrienne Watson: «Iran e Russia possono mentire al mondo ma non possono nascondere i fatti: Teheran sta contribuendo ad uccidere civili ucraini fornendo armi e assistendo la Russia nella sue operazioni. E’ un altro segno di quanto siano isolati Iran e Russia», ha affermato. «Gli Usa con i suoi alleati e partner stanno perseguendo tutti i mezzi per svelare, impedire e affrontare la fornitura iraniana di queste munizioni e il loro uso da parte della Russia contro il popolo ucraino». Secondo le fonti del Washington Post, dallo scorso agosto Mosca ha usato oltre 400 droni di fabbricazione iraniana contro insfrastrutture civili ucraine. Un mese fa era stato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ad annunciare sanzioni nei confronti dell’Iran per aver sostenuto gli sforzi militari della Russia della guerra in Ucraina. Le misure riguardavano cinque individui iraniani e tre società, tutti accusati di aver rifornito droni a Mosca. In quell’occasione il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian aveva chiesto «alle autorità ucraine di fornire prove riguardo al presunto uso di droni iraniani nella guerra», negando quindi di aver aiutato il Cremlino.


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