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Colorado, arrestato un 22enne per la strage nel locale gay. La polizia: «Forse un attacco alla comunità Lgbt»

Anderson Lee Aldrich, 22 anni, è stato arrestato dalla polizia per la sparatoria in un gay club dove sono morte almeno 5 persone. Sull’episodio indaga ora anche l’Fbi

Si chiama Anderson Lee Aldrich e ha 22 anni il sospetto arrestato per la strage avvenuta la scorsa notte a Colorado Springs, negli Stati Uniti, dove cinque persone sono state uccise in un gay club notturno. Ad annunciare l’arresto del giovane sospettato è stato il capo della polizia locale, specificando che ora anche l’Fbi – l’agenzia investigativa federale – è stata coinvolta nelle indagini. La strage è avvenuta intorno a mezzanotte ora locale, quando in Italia era già mattina. La sparatoria ha avuto luogo al Club Q, un locale notturno gay di Colorado Springs, e il bilancio complessivo è di cinque morti e 18 feriti, come riporta la CNN. La tenente della polizia locale, Pamela Castro, ha fatto sapere che la polizia è intervenuta mentre il club era ancora pieno e, vista la situazione medica di alcune delle persone ferite, il numero delle vittime potrebbe salire nelle prossime ore. L’uomo è stato preso in custodia mentre si trovava ancora all’interno del locale ed è stato condotto in ospedale, dal momento che anche lui è rimasto ferito durante la sparatoria. Per trasportare i feriti in diversi ospedali sono state impiegate 11 ambulanze ed è stato necessario l’aiuto di 34 vigili del fuoco, continua la polizia di Colorado Springs citata dal Washington Post.


Le indagini sul movente

Al momento non si hanno indizi su quale possa essere stato il movente sella sparatoria. Per scoprirlo, sono al lavoro sia la polizia locale che gli agenti dell’Fbi. Una delle piste attualmente al vaglio degli inquirenti è la possibilità che si sia trattato di un attacco alla comunità Lgbt+. Su Google, infatti, il Club Q viene descritto come «un nightclub gay e lesbian-friendly per adulti che ospita serate a tema, tra cui karaoke, show di drag queen e Dj». Intanto, sulla pagina Facebook del locale è apparso un messaggio di cordoglio nei confronti di tutte le vittime, da quale si apprende che sarebbero stati due «eroici clienti» a fermare l’uomo, bloccando con la forza «questo attacco d’odio». Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore del Colorado Jared Polis, che nel 2018 aveva fatto la storia per essere diventato il primo uomo dichiaratamente gay a essere eletto governatore. «Tutto questo è orribile, disgustoso e devastante», ha detto Polis in un discorso ripreso dalla Cnn. «Il mio cuore – ha aggiunto – si spezza per la famiglia e gli amici di coloro che sono morti, che sono rimasti feriti o traumatizzati in questa orribile sparatoria». Se questa pista dovesse essere confermata, quello contro il Club Q di Colorado Springs sarebbe soltanto l’ultimo di una lunga serie di sparatorie contro la comunità Lgbt+. La peggiore rimane quello del 2016 a Orlando, Florida, quando un assalitore aprì il fuoco nella discoteca Pulse uccidendo 49 persone. Anche il Colorado ha registrato una scia di “mass shooting” negli anni recenti: dalle 13 vittime uccise alla Columbine High School (nel 1999) ai 10 morti in un supermercato di Boulder (nel 2021), passando per la strage in un affollato teatro di Aurora nella quale persero la vita 12 persone (nel 2019)


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