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È morto Roberto Maroni: il politico leghista ed ex ministro dell’Interno aveva 67 anni

Era stato ricoverato lo scorso anno dopo aver avuto un malore improvviso a casa sua

Il politico leghista Roberto Maroni è morto oggi, 22 novembre. Maroni era stato ricoverato a gennaio dello scorso anno all’ospedale di Lozza, in provincia di Varese, per un malore improvviso che gli era sopraggiunto mentre si trovava a casa sua. Nella notte tra il 21 e il 22 novembre le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso, avvenuto nella sua abitazione nel paesino del Varesotto, dove aveva trascorso gli ultimi mesi, intorno alle 4 del mattino. A gennaio 2021 venne sottoposto a un intervento chirurgico presso l’istituto neurologico Besta di Milano. La famiglia e lo stesso Maroni hanno sempre mantenuto grande riserbo in merito alle condizioni di salute dell’ex governatore, il quale ci tornò solo lo scorso ottobre dichiarando: «La mia malattia? È una cosa che non trascuro, facendo tutte le cure necessarie. Ho capito che tra le cose importanti non c’è la politica con la “p” minuscola». «Grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre». Così il segretario della Lega e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha salutato il cofondatore del partito, in un post su Facebook. A conferma della notizia è arrivato anche un post sul profilo di Maroni. La dedica senza firma lo definisce «un inguaribile ottimista», «un grande marito, padre e amico».


Chi è Roberto Maroni

Volto storico del Carroccio e già ministro dell’Interno nei governi Berlusconi I e Berlusconi IV, Roberto Maroni è stato presidente della Regione Lombardia dal 2013 al 2018. Assieme a Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago, divenne parte del triunvirato formatosi ad aprile 2012 fino al congresso della Lega Nord per sostituire la carica di segretario del partito dopo che il leader Umberto Bossi venne coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per l’accusa di appropriazione indebita dei rimborsi elettorali. Poi a luglio dello stesso anno venne eletto al congresso come segretario federale della Lega Nord dall’1 luglio 2012 al 15 dicembre 2013. A dicembre subentrò Matteo Salvini alla guida del partito. Alle regionali in Lombardia del 2013 venne eletto con il 42,8% dei voti, per poi non ricandidarsi alle successive elezioni del 2018.


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