Frana Casamicciola, identificata l’ottava vittima: aveva 15 anni. Abusivismo e mancate demolizioni al centro delle indagini della Procura

I soccorritori hanno recuperato il corpo di Michele Monti: tra le vittime anche il fratello e la sorella, mentre risultano ancora dispersi i genitori

La frana che è caduta su Casamicciola dal monte Epomeo ha fatto almeno otto vittime. Ma ora la Procura di Napoli, che ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, deve accertare se e quali sono le responsabilità umane. Gli inquirenti passeranno al setaccio anche la documentazione relativa alle pratiche di condono, per capire – tra le altre cose – se le abitazioni travolte dall’alluvione e presenti in quell’area erano abusive e se pendeva un provvedimento di demolizione. Due giorni dopo il disastro, i soccorritori che stanno scavando nel fango hanno concentrato le loro ricerche nella zona di via Celario, dove hanno individuato ed estratto l’ottava vittima dell’alluvione. Si tratta di Michele Monti, 15 anni, fratello di Francesco e Maria Teresa, i cui corpi erano stati ritrovati ieri. I loro genitori Gianluca Monti e Valentina Castagna risultano ancora dispersi. Le squadre di soccorso sono al lavoro per trovare chi ancora manca all’appello. Ieri il ritrovamento delle prime 7 vittime dell’alluvione. I volontari stanno anche cercando di liberare case e negozi dal fango. Nell’isola ci sono 230 sfollati che temono di non poter rientrare nelle loro abitazioni. L’AdnKronos fa sapere che i sommozzatori riprenderanno stamattina le immersioni nel mare davanti a Casamicciola «per verificare se c’è qualcuno nelle autovetture trascinate», dalla frana che ha colpito la zona. Oggi inizierà anche la ricerca strumentale con ecoscandagli per «verificare se si trovano dei corpi». Ieri le squadre hanno continuato a cercare nel punto in cui sono stati trovati i due fratelli, perché è probabile «che in quel punto ci siano gli altri dispersi», come ha detto il capo della comunicazione dei Vigili del fuoco Luca Cari. Ma è complicato «perché quella zona si raggiunge solo a piedi – spiega Cari -. Non possono arrivare né mezzi né ruspe e neppure escavatori. Si può raggiungere solo a piedi». I vigili del fuoco hanno cominciato a liberare le strade per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso, «ma qui non riusciamo a usare bobcat o escavatori». E quindi i pompieri stanno portando sul luogo «attrezzature da taglio più pesanti, perché ci sono dei solai e dei tetti di cemento, ed è tutto sommerso dal fango».


Intanto il vescovo di Ischia Gennaro Pascarella ha scritto una lettera alla popolazione: «Dovremo, dopo che la tempesta del dolore ci rende più lucidi, fermarci e con franchezza trovare le cause umane di questo disastro. Senza puntare il dito contro nessuno non potremo non chiederci, facendo memoria di un passato non così lontano: ‘Abbiamo fatto tutta la nostra parte, perché questo evento non fosse un disastro annunciato?’».


Foto di copertina: ANSA/ CIRO FUSCO

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