Rebellin, le accuse al camionista tedesco che ha investito il ciclista: «Lo ha visto a terra ed è scappato». Nel 2014 ritirata la patente

Il 62enne si trova già in Germania e non è sottoposto a fermo, perché il codice penale tedesco non prevede il reato di omicidio stradale

Un camionista tedesco di 62 anni è il responsabile dell’investimento mortale che ha travolto l’ex campione di ciclismo Davide Rebellin lo scorso 30 novembre vicino allo svincolo autostradale di Montebello Vicentino. L’uomo, che lavora per una ditta di spedizioni di Recke, nella Renania Settentrionale-Wesfalia, di proprietà del fratello, aveva commesso già altre infrazioni. A carico del camionista, infatti, risulta un patteggiamento al tribunale di Foggia del 2001 per fuga dal luogo dell’incidente senza prestare soccorso. Mentre nel 2004 gli era stata ritirata la patente dalla polizia stradale di Chieti, per guida in stato di ebbrezza. Secondo una prima ricostruire degli inquirenti, il camionista individuato e denunciato in Germania sarebbe stato del tutto conscio di quanto era successo: dopo l’investimento sulla rotatoria della regionale 11, infatti, il 62enne sarebbe sceso dalla cabina di guida del Tir e si sarebbe avvicinato alla vittima, per poi – infine – risalire sul camion e allontanarsi velocemente facendo perdere le sue tracce. Un fatto riferito ai Carabinieri da testimoni oculari, alcuni dei quali lo avevano anche fotografato. Oltre alle testimonianze, gli inquirenti hanno esaminato numerosi filmati girati dalle telecamere della zona, in particolare quelle indirizzate sul parcheggio del ristorante «La Padana», poco distante dal luogo dell’incidente e da quelle di diversi caselli autostradali. Il camionista è stato denunciato a piede libero, ma non posto in stato di fermo, perché il codice tedesco non prevede il reato di omicidio stradale. Attualmente si trova in Germania. La procura della Repubblica di Vicenza, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso.


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