Ucraina, Mosca: «No alle condizioni di Biden sulla pace». Ma lascia aperto uno spiraglio ai negoziati

Il presidente degli Stati Uniti aveva ribadito ieri, giovedì 1 dicembre, di essere disposto a incontrare Putin a condizione che Mosca «inizi a mostrare segnali di volere cessare la guerra»

Continua il botta e risposta tra Stati Uniti e Federazione russa sul tema dei negoziati di pace in Ucraina. Il leader del Cremlino Vladimir Putin avrebbe aperto a un possibile colloquio «per assicurare gli interessi della Russia». Ad affermarlo è il suo portavoce, Dmitry Peskov – citato dalla Tass – dopo l’offerta di una trattativa da parte del presidente americano Joe Biden che ieri – giovedì 1 dicembre – aveva ribadito di essere disposto a incontrare Putin a condizione che Mosca «inizi a mostrare segnali di volere cessare la guerra, anche se finora non lo ha fatto». Nonostante l’apertura ai negoziati, per la Russia è tuttavia impossibile accettare – continua Peskov – «le condizioni» poste dagli Usa per un dialogo con il presidente della Federazione, ovvero che le truppe russe «lascino il territorio ucraino». Non solo. Un altro presupposto – fa sapere il portavoce del Cremlino – per trattare sulla guerra in Ucraina riguarderebbe il riconoscimento da parte degli Usa delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk e gli Oblast’ di Cherson e Zaporizhzhia, ovvero le regioni ucraine recentemente annesse alla Federazione dopo i referendum del 23 settembre scorso. «La via preferita per risolvere la situazione in Ucraina è la diplomazia, ma gli Stati Uniti devono riconoscere come territorio della Federazione le regioni ucraine recentemente annesse», ha detto Peskov. 


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