Trombe d’aria e allagamenti: il maltempo sferza il centro-sud. Messina e Catanzaro chiedono lo stato d’emergenza

Il rapporto di Coldiretti: «Oltre 6 miliardi di danni in Italia per il maltempo solo nell’ultimo anno»

Il maltempo torna oggi domenica 4 dicembre a sferzare diverse regioni d’Italia, soprattutto al centro-sud, e i sindaci di due grandi città del Meridione tra le più colpite – Messina e Catanzaro – già pronti a richiedere la proclamazione dello stato di emergenza. Nel Salento c’è apprensione per i danni provocati dalla tromba d’aria che nelle ultime ore si è abbattuta sul territorio pugliese. Situazione analoga in parte della Calabria. A Crotone si continua a fare i conti con i danni di un’altra tromba d’aria creatasi nelle prime ore del mattino, travolgendo l’Isola di Caporizzuto e la zona archeologica di Capocolonna, con tralicci dell’energia elettrica crollati sulle abitazioni e tetti sfondati. A Messina proseguono i soccorsi dopo il violento temporale abbattutosi sulla costa tirrenica della Sicilia causando allagamenti e danni già stimati in almeno un milione di euro. Sono state colpite dal maltempo nelle ultime 24 anche altre zone della Calabria, del Lazio, e del Veneto, e l’allerta meteo resta in vigore anche per le prossime ore. A Casamicciola intanto gli sfollati contano la loro seconda notte passata fuori casa, dopo che le autorità hanno ordinato l’evacuazione per oltre mille famiglie a causa dell’allerta indetta dalla Protezione Civile. Proprio il capo del Dipartimento Fabrizio Curcio ha convocato questo pomeriggio una riunione dell’unità di crisi per seguire l’evolversi di una situazione non poco critica.


«Una notte intensa per piogge che sono cadute nel Catanzarese, nel Messinese e parte della Puglia», ha detto Curcio, «il maltempo ha causato disagi e qualche evacuazione». E poi l’avviso: «La perturbazione ha lasciato il Sud del Paese. Potrebbero arrivare perturbazioni sulla parte tirrenica a Nord, quindi zone come Liguria, Toscana, Umbria». Anche in Maremma si segnalano in effetti allagamenti causati dal forte maltempo e previsti da un allerta meteo di tipo giallo, soprattutto a Manciano nel grossetano. «Ci sono diversi torrenti in piena: il fosso del Fiascone e il fosso del Mazabù sono stati chiusi perché l’acqua è sopra al livello massimo», fa sapere l’Amministrazione comunale. Intanto la strada regionale Sr74 tra Sgrilla e Sgrillozzo è stata chiusa per allagamento. Sul posto la polizia municipale e le squadre della Protezione civile.


In Salento allerta arancione fino alle 20

In Salento dalle 20 di ieri 3 dicembre fino alla stessa ora di oggi rimane in vigore l’allerta arancione per temporale e vento di burrasca. I comuni maggiormente interessati secondo quanto riferito dagli esperti sono Ugento, Lequile, San Pietro in Lama, Carmiano, Campi salentina e Novoli. La tromba d’aria che si è abbattuta sul territorio durante la notte ha provocato la caduta di alcuni alberi finiti sugli immobili o sulle auto in sosta, i muretti sono stati abbattuti insieme ai segnali stradali e ai pali dell’elettricità. A Novoli è finita in strada la copertura impermeabilizzante dei pannelli solari presenti sulla Rsa “Villa Elena” e sono state danneggiate le tensostrutture della Fòcara, la grande piramide composta da fascine di vite a cui, a metà gennaio, viene appiccato il fuoco in onore di Sant’Antonio Abate e che diventa il più grande falò del Mediterraneo. Attualmente le squadre dei vigili del fuoco sono ancora impegnate nei soccorsi, mentre sale la preoccupazione per le prossime ore.

ANSA/US VVFF| Danni causati da una tromba d’aria abbattutasi durante un violento temporale in Salento in località Lequile

«Travolti dal maltempo senza nessuna allerta»

Il violento nubifragio che ha colpito questa notte il Catanzarese ha causato allagamenti e non pochi disagi. La forte pioggia si è abbattuta soprattutto in provincia e nel quartiere Lido del capoluogo, provocando l’allagamento di tutto il lungo mare e delle strade interne. A Martelletto è stata segnalata l’esondazione di un torrente, a Cicala il danneggiamento del depuratore e dell’impianto acquedottistico. A Simeri Crichi invece una donna anziana è stata recuperata e tratta in salvo dall’abitazione invasa dall’acqua. In totale sono 34 gli interventi portati a termine dai vigili del fuoco, 12 quelli in corso e circa 70 le richieste in attesa. «È stata una notte di grande trepidazione e di grande angoscia. La bomba d’acqua che ha colpito la nostra città non era stata prevista da nessun bollettino meteorologico e non era stata preceduta da nessuna allerta», ha detto il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita. Che ha annunciato la richiesta entro breve dello stato di calamità naturale, ma ha anche attaccato l’attuale sistema di monitoraggio. «Quello che è accaduto, per fortuna senza conseguenze drammatiche dimostra che il sistema di allerta non funziona e l’unico modo di non farsi trovare impreparati da eventi estremi e imprevedibili è quello della prevenzione su cui in questi mesi abbiamo puntato risorse ed energie. E se cui, nei prossimi anni, vogliamo investire in maniera costante e programmata», ha detto Fiorita.

La conta dei danni a Messina

Le squadre inviate dalla direzione regionale a Messina anche da Catania, Siracusa e Ragusa continuano a rispondere alle richieste d’aiuto della zona colpita dal nubifragio. Dal pomeriggio di ieri sono stati svolti oltre 100 interventi. Dopo il violento temporale di ieri nella zona tirrenica del messinese, che ha causato problemi nel territorio con torrenti tracimati, strade, cantine e case allagate, gente bloccata nelle auto o in casa, oggi si contano i danni. A Milazzo il sindaco Pippo Midili parla di danni ingenti per almeno un milione di euro, solo per le infrastrutture e le strade comunali, ma dovrebbero essere molti di più considerando anche i mezzi privati andati distrutti.

Il Mose salva di nuovo Venezia dall’acqua alta

Anche Venezia è stata colpita di nuovo dall’acqua alta e salvata dall’intervento del Mose. Nelle prime ore del mattino di oggi 4 dicembre il picco di marea ha toccato i 121 centimetri, misurati alla Bocca di Porto del Lido, mentre in città l’acqua è salita al massimo di 70 centimetri. Le barriere mobili del Mose sono state alzate alle 2.50 alle bocche di porto di Lido e Chioggia mentre quella di Malamocco è stata chiusa alle 5.30 per permettere l’ingresso in laguna ad un traghetto. A Chioggia, causa il forte vento di Bora, l’acqua ha toccato 93 centimetri in città, dove oltre al Mose in mare, l’omologa versione più piccola ha evitato che il suolo venisse ricoperto.

Roma sotto la pioggia battente

Da venerdì il Lazio è sotto allerta meteo gialla decisa dal Centro funzionale regionale che ha avvertito sulle «precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, specie a ridosso delle aree costiere». Su Roma la pioggia si è riversata per ore, con molte infrastrutture che stanno risentendo del maltempo, dai bus danneggiati, alle strade allagate con conseguente traffico in tilt. Per un totale di almeno 250 interventi soltanto in una notte.

Coldiretti: «Oltre 6 miliardi di danni in un anno»

«Piante abbattute, campi allagati, serre divelte e colture distrutte». A fare il conto degli ultimi 12 mesi in Italia è la Coldiretti che nel monitoraggio di dati Eswd calcola più di 6 miliardi di danni causati dal maltempo in tutta Italia. «Le segnalazioni», spiega Coldiretti in una nota, «arrivano da Melissano, Novoli, Ugento, Gagliano del Capo, Lequile. Racale, Taviano, Calimera. Terreni sommersi e danni anche in Sicilia, Calabria e Lazio». A chiedere sostegno celere è il presidente Ettore Prandini: «Nell’immediato è necessario intervenire con aiuti concreti per aiutare le popolazioni colpite. Occorre però accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio».

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