Da Meloni altra frecciata a Draghi sul Pnrr: «Ci ha lasciato 30 obiettivi su 55 da centrare: dal 2023 si deve cambiare»

La premier riaccende lo scontro di inizio ottobre con il suo predecessore, anche se dichiara di non volerlo criticare. Inoltre, a “la Repubblica” ribadisce la sua linea su RdC, e questione migratoria

«È un dato incontrovertibile che dei 55 obiettivi da centrare entro fine anno a noi ne sono stati lasciati 30». Torna sulla polemica relativa ai tempi del Recovery Plan la premier Giorgia Meloni, dopo che già a inizio ottobre aveva bacchettato il suo predecessore Mario Draghi, parlando di «evidenti ritardi da recuperare». Ora si dice «fiduciosa che recupereremo», anche se ribadisce: se «qualcosa mancasse all’appello non sarebbe colpa nostra». E annuncia cambiamenti dall’anno prossimo: «Sarà inevitabile piuttosto nel 2023 cambiare qualcosa per rendere più celere e più fluida la capacità di utilizzo dei fondi». In ogni caso, Meloni a colloquio con la Repubblica non ha intenzione di criticare l’operato di chi l’ha preceduta, ma di concentrarsi sulle prossime sfide.


Le legge di bilancio

La prima della lista è certamente la legge di bilancio, ormai vicina all’approvazione definitiva. Meloni assicura che sarà prima della fine dell’anno. «Davvero siamo pronti a lavorare anche nei giorni di festa pur di approvarla, non ci trascineremo certo fino all’esercizio provvisorio». La premier si dice «orgogliosa del risultato raggiunto», poiché non era scontato mettere su una manovra complessa come questa in poche settimane. E ribadisce «la gran parte delle risorse disponibili saranno destinate ad alleviare i contribuenti italiani alle prese col caro bollette».


Il Reddito di Cittadinanza

Tra i temi ancora caldi c’è il ridimensionamento del Reddito di Cittadinanza. A riguardo, la presidente del Consiglio è netta: «È una questione di principio: non si può dire “se la Meloni ci toglie il reddito ci manda a rubare”, perché tra le due opzioni c’è il lavoro ed è la mia opzione. Cosa diversa sono le persone che abili al lavoro invece non sono e tutte le categorie fragili che continueremo a tutelare».

La questione migratoria

Infine, la premier tocca il nodo della questione migranti, che nelle scorse settimane ha agitato le acque tra Italia e Francia e si trova al centro delle discussioni nell’Unione Europea. Anche in questo caso, Meloni ribadisce la linea: «L’Europa come andiamo dicendo da tempo, deve farsi carico del problema perché l’Italia non può più accettare che la selezione la facciano gli scafisti – sottolinea -. Bisogna fermare questo mercato. L’Italia non può essere il solo Paese costretto a pagare il costo delle ondate di migrazione dall’Africa»

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