Yuri Kovalchuk, il ruolo del banchiere amico di Putin dietro l’invasione in l’Ucraina: «Così la Russia dimostrerà la sua forza»

Fonti dell’intelligence al Wall Street Journal hanno rivelato il nome di Yuri Kovalchuk, 71 anni, come una delle voci più influenti sulle scelte del presidente russo

Alla base della decisione di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina ci sarebbe un fitto dialogo con l’oligarca Yuri Kovalchuk, 71 anni, definito il «banchiere personale» del presidente russo dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. È «l’uomo dei soldi e dei media», in possesso di banche, società offshore per conto di Putin e dei dieci canali televisivi più seguiti del paese. Fonti di intelligence che hanno parlato con il Wall Street Journal rivelano che sia proprio lui una delle voci più influenti a sostegno dell’invasione di Mosca su Kiev, convinto che «la guerra possa dimostrare la forza della Russia». Secondo quanto riferiscono le fonti dell’intelligence e un amico della famiglia Kovalchuk, nelle prime fasi della guerra e poi anche in seguito il miliardario a capo della Banca Rossiya e il presidente russo si sono incontrati più volte, e frequenti sono state anche le conversazioni per telefono o in video. Interviste con ex funzionari statunitensi e analisti del Cremlino, nonché documenti pubblici e informazioni rivelate dai Panama Papers, rivelano anche che l’imprenditore russo abbia costruito una rete di società offshore di cui hanno beneficiato Putin e i suoi amici, investendo in progetti importanti anche per lo Stato. Risulterebbe anche che il National Media Group di Kovalchuk possiede o detiene quote importanti in decine di società russe di televisione, produzione cinematografica e pubblicità, tra cui Channel One, gestito dallo Stato. Quattro dei canali affiliati al National Media Group sono tra i 10 più seguiti del Paese. A confermarlo è anche l’economista e consulente del governo russo dal 1991 al 1994, Anders Aslund: «Kovalchuk svolge due dei lavori più importanti per Putin. È l’uomo dei soldi e dei media». Non a caso sono stati proprio i canali televisivi del National Media Group a mandare in onda le accuse di funzionari russi secondo cui l’Ucraina starebbe progettando di far esplodere una «bomba sporca» sul proprio territorio.


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