Calenda, il Terzo polo prende forma: «Renzi fa passo di lato: resto segretario. Manovra? Meloni non ci ha ascoltati»

«Al di là del pos e di queste stupidaggini, c’è un dramma sulla sanità ad esempio, dopo il Covid», dice il leader di Azione a proposito della manovra

Comincia a prendere forma la nascente federazione del Terzo Polo, innanzitutto con il chiarimento tra i due leader su chi sarà a ricoprire materialmente il ruolo di segretario. L’ex premier Matteo Renzi per il momento avrebbe mantenuto la promessa di farsi un po’ da parte, mentre Carlo Calenda resterà il cosiddetto frontman dell’alleanza: «Ci siamo incontrati oggi con Renzi – ha detto il leader di Azione – abbiamo chiuso l’accordo sulla federazione, lui ha fatto un passo di lato e io gli sono grato e resto segretario. Per ora tutto bene – ha aggiunto a Zapping su Radio1 – nei prossimi giorni lo annunceremo».


La manovra

Sulla manovra del governo Meloni, invece, Calenda si dice deluso, nonostante il lungo faccia a faccia avuto con la premier proprio per portare le proposte dei centristi: «Noi siamo andati dalla premier e gli abbiamo detto cosa pensiamo, ma per ora non mi sembra proprio che la Meloni abbia accolto le nostre proposte». Di punti che lasciano scontento Calenda ce ne sono diversi, a cominciare da quelli sollevati da Bankitalia con cui è d’accordo: «Tutte le questioni di fondo dell’Italia non vengono toccate in questa manovra – spiega Calenda – non è affatto ben fatta. Al di là del pos e di queste stupidaggini, c’è un dramma sulla sanità ad esempio, dopo il Covid. Non si sono fatte analisi e controlli, per esempio sulle malattie oncologiche. Le liste di attesa sono lunghissime e i casi non diagnosticati sono così gravi che la sanità è al collasso»


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