La strana storia del sottosegretario Fazzolari e di Bankitalia «finanziata dai privati»

Ieri l’attacco all’istituto dopo le critiche sulla legge di bilancio. Ma…

Per rispondere alle critiche della Banca d’Italia alla Legge di Bilancio del governo Meloni ieri il sottosegretario all’attuazione del programma Giovanbattista Fazzolari ha detto, tra l’altro, che via Nazionale è finanziata dai privati «Bankitalia è partecipata da banche private, è una istituzione che ha una visione, legittimamente, e questa visione fa sì che reputi più opportuno che non ci sia più di fatto utilizzo di denaro contante». La visione di Bankitalia, però, ha sostenuto il sottosegretario, non è quella della Bce che «ribadisce che la banconota è l’unica moneta a corso legale e che gli Stati membri non possono limitarne l’utilizzo a favore di una moneta privata». Quello che sostiene Fazzolari però è tecnicamente falso.


Un istituto di diritto pubblico

Come ricorda oggi Stefano Lepri su La Stampa, Bankitalia è un istituto di diritto pubblico. La sua indipendenza è garantita dalle leggi italiane ed europee. Il governatore viene scelto dal presidente della Repubblica su proposta del governo. Essere «finanziati» vuole dire che qualcuno dà soldi per la gestione. Come spiega Palazzo Koch sul suo sito, «il capitale della Banca d’Italia è di 7.500.000.000 euro rappresentato da quote nominative di partecipazione il cui valore nominale, determinato per legge, è di euro 25.000 ciascuna. Le quote di partecipazione possono appartenere a: banche e imprese di assicurazione e riassicurazione aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia; fondazioni di cui all’articolo 27 del d.lgs. n. 153 del 17 maggio 1999; enti ed istituti di previdenza e assicurazione aventi sede legale in Italia e fondi pensione istituiti ai sensi dell’art. 4, comma 1, del d.lgs. n. 252 del 5 dicembre 2005». L’articolo 38 dello Statuto dice che l’utile netto è destinato:


  • alla riserva ordinaria, fino alla misura massima del 20 per cento;
  • ai partecipanti, che risultino titolari delle quote al termine del quarantesimo giorno precedente alla data dell’assemblea in prima convocazione, fino alla misura massima del 6 per cento del capitale;
  • alla riserva straordinaria e a eventuali fondi speciali, fino alla misura massima del 20 per cento;
  • allo Stato, per l’ammontare residuo.

Nessuno dei partecipanti al capitale ha voce sulla gestione. Mentre i pareri che vengono forniti al Parlamento sulle leggi sono richiesti dalla politica. Che poi si arrabbia puntualmente quando non le piacciono. In ultimo, la Bce ha proposto l’euro digitale come moneta elettronica. Ovvero l’esatto contrario del contante.

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