Meloni-sindacati, nervi tesi dopo il vertice. Landini invoca gli scioperi, Bombardieri: «La premier apre tavoli, ma con quelli non si mangia»

Il segretario della Uil denuncia l’assenza di risposte sull’emergenza salari e pensioni. Complessivamente il giudizio è più che negativo per i leader sindacali dopo il faccia a faccia a palazzo Chigi sulla legge di Bilancio

Palazzo Chigi fallisce il tentativo di ricucire con i sindacati, in protesta da settimane per come è stata strutturata la legge di Bilancio 2023. Giorgia Meloni, nell’incontro durato circa due ore e mezza, ribadisce che sull’evasione fiscale la Manovra non dà «un segnale di lassismo» e apre a una revisione di Opzione donna. Ma i leader delle sigle sindacali ritengono comunque insufficienti le spiegazioni fornite dalla presidente del Consiglio. E annunciano il prosieguo della mobilitazione. «Abbiamo ribadito le nostre critiche e il nostro giudizio negativo sulla manovra, critiche e giudizio negativo che ci stanno portando in questi giorni in piazza», dichiara Pierpaolo Bombardieri. Il segretario della Uil denuncia l’assenza di «risposte – del governo – all’emergenza dei salari e delle pensioni. La presidente del Consiglio ha detto che condivide alcune riflessioni, in particolare sui voucher e opzione donne. Sulla questione fiscale non le condivide. È stata data disponibilità ad aprire una serie di tavoli e di confronti, ma con i i tavoli non si pagano le bollette e non si mangia», conclude Bombardieri.


Altrettanto caustico il giudizio di Maurizio Landini. «Abbiamo confermato il giudizio negativo sulla manovra, in particolare sui redditi. Abbiamo posto il tema della precarietà e il problema sul fisco e l’evasione. La logica della flat tax è sbagliata. Le risposte del governo hanno confermato profonde distanze sul fisco e sulla precarietà», afferma il segretario della Cgil. «È necessario proseguire la mobilitazione e richiedere modifiche profonde ad una manovra che rischia di impoverire ulteriormente le persone». Dal 12 al 16 dicembre sono stati già proclamati diversi scioperi su scala regionale. Al vertice di Palazzo Chigi erano presenti i segretari generali Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl), Pierpaolo Bombardieri (Uil) e Paolo Capone (Ugl). Per l’esecutivo, hanno partecipato i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia), Marina Calderone (Lavoro), Adolfo Urso (Imprese) e Paolo Zangrillo (Pa) e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.


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