Renzi e la prof del video dell’Autogrill indagata: «Potrei ritirare la querela ma a questa storia non credo»

Il leader di Iv sulla docente del filmato trasmetto da Report: «Mi riservo di fare valutazioni dopo l’udienza preliminare»

Ieri Matteo Renzi ha annunciato che porterà Il Fatto Quotidiano in tribunale per un articolo sul segreto del Copasir. Oggi il leader di Italia Viva rilascia un’intervista proprio al giornale di Travaglio in cui parla del filmato che lo ritrae in Autogrill mentre parla con l’ex 007 Marco Mancini. E dice che se a girarlo è stata davvero una professoressa potrebbe rimettere la querela. Nel colloquio con Valeria Pacelli e Marco Lillo si parte proprio dall’indagine nei confronti della docente aperta a Roma. Nella quale si contesta il reato di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente secondo l’articolo 617 septies del Codice Penale. «Io non ho denunciato per quel tipo di reato e se alla fine del dibattito sull’udienza preliminare restasse davvero solo quella contestazione io mi riservo di fare valutazioni. Perché quel tipo di reato lì credo sia procedibile solo a querela di parte. Vi stupirò: se davvero fosse soltanto quello l’argomento io per primo rifletterei», esordisce Renzi. Ma il leader di Iv ribadisce anche i suoi dubbi: «Io non credo a questa storia, perché ci sono quattro versioni diverse ma soprattutto perché io ero lì quel giorno e quindi so da dove la foto poteva essere fatta. Aggiungo che stamattina una mia collaboratrice è andata in procura a Roma e non le è stato consegnato il fascicolo 415 bis, pur essendo io parte offesa. Vorrei capire perché secondo me il fascicolo come parte offesa si può avere». Infine, la chiusa: «Io non ho fatto una denuncia nei confronti di una persona, ho chiesto all’autorità giudiziaria di verificare se vi erano dei reati. Chi chiede alla giustizia di verificare i fatti non ha nulla di cui scusarsi. Se fosse una cittadina che ha ripreso, verificheremo i fatti. Se ci sarà da valutare, intanto chiedo che mi diano gli atti. Poi sono molto tranquillo perché so come sono andate le cose».


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