Brescia, la procura apre un’inchiesta sulle 2.500 tombe di bambini mai nati rimosse dal cimitero

Il caso fece molto scalpore lo scorso anno, quando molti genitori lamentarono di non essere stati avvisati dell’esumazione

Violazione di sepolcro, vilipendio di tombe e vilipendio di cadavere: come racconta il Giornale di Brescia, con queste ipotesi di reato la Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per fare luce sull’estrazione e la rimozione di 2500 tombe di feti e bambini nati morti presenti nel cimitero monumentale della città. Il caso fece molto scalpore lo scorso anno, con la scoperta delle bare di bimbi mai nati sepolti sul posto tra il 2007 e il 2016 e l’esumazione nel settembre 2021, senza che moltissimi genitori lo sapessero. «Quando sono arrivata al Vantiniano con il mio mazzo di fiori e non ho trovato più la tomba del mio piccolo ho pensato che è stato strappato ingiustamente alla terra due volte», raccontava una mamma a fine novembre secondo quanto riporta anche il Corriere della Sera. Al momento non ci sono indagati. Nelle prossime settimane il pm titolare dell’inchiesta dovrebbe iniziare a sentire i dirigenti del Comune di Brescia. Il quale Comune sostenne di aver appeso avvisi nel cimitero 100 giorni prima delle esumazioni, e di aver quindi rispettato il regolamento, nonostante i genitori replicarono definendo «introvabili» i messaggi in questione. Le tombe vennero rimosse con un escavatore e vennero poi trovati frammenti ossei, che secondo le analisi fatte fare dal Comune di Brescia erano però risalenti ad anni prima. Si incontreranno con il pm anche l’assessore competente e l’azienda che ha realizzato i lavori.


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