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Andrea Tombolini, l’accoltellatore del Carrefour di Assago finisce in comunità: «Non può stare in carcere»

23 Marzo 2023 - 07:54 Redazione
Era convinto di essere gravemente ammalato e di aver ancora poco da vivere. Così prima ha tentato di farla finita buttandosi dal terrazzo del centro commerciale Milano Fiori di Assago. Poi è sceso al pian terreno, è entrato al Carrefour, si è avvicinato a uno scaffale e ha agguantato un coltello con una lama di 20 centimetri, 28 ottobre 2022. Prima ha pensato di suicidarsi ma dopo, vedendo attorno "quelle persone felici, che stavano bene" ha cominciato a colpire a caso perché "mi facevano invidia". In un minuto ha ucciso una persona e ne ha ferite cinque (tutte fuori pericolo). E' la confessione di Andrea Tombolini, il 46enne di Milano, accusato di omicidio e di duplice tentato omicidio, per aver dato sfogo alla sua rabbia e al suo grave disagio psichico: nel tardo pomeriggio, ora di punta per il supermercato, ha accoltellato a morte il cassiere, Luis Fernando Ruggieri, e ha colpito altri 5 clienti, tra cui il calciatore del Monza Pablo Marì ( sta "bene ed esprime la sua vicinanza" a chi non ce l'ha fatta e agli altri feriti), Franco Caddeo e Francesco Rizzini, ricoverati in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. L'uomo, incensurato, che vive con madre, padre e sorella nel quartiere Stadera, licenza di terza media e disoccupato, da un anno in crisi per via di una bruttissima depressione come ha raccontato il suo medico di base, non ha mai dato segni che potessero far pensare a un gesto simile. NPK      Frame da Rai Tg1     +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ +++NO SALES; NO ARCHIVE; EDITORIAL USE ONLY+++
Secondo la perizia è affetto da un disturbo mentale. Ma quella sera nel centro commerciale era capace di intendere e di volere
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Il giudice delle indagini preliminari di Milano Patrizia Nobile ha deciso che il posto giusto per la custodia cautelare di Andrea Tombolini non è il carcere ma la comunità. Tombolini deve fronteggiare le accuse di omicidio e tentato omicidio per gli accoltellamenti al Carrefour di Assago dello scorso ottobre. Il 46enne accoltellò a morte un dipendente del centro commerciale e ferì gravemente due persone prima di essere arrestato. Al pubblico ministero ha detto di aver ucciso perché pensava di essere malato e provava invidia per chi stava bene. Una perizia psichiatrica lo ha dichiarato completamente capace di intendere e di volere. Non finirà quindi agli arresti domiciliari, come aveva chiesto la sua difesa, ma in una comunità. Dalla quale non potrà allontanarsi senza il permesso del giudice.

Secondo la perizia, racconta oggi l’edizione milanese del Corriere della Sera, Tombolini è affetto da un disturbo mentale. Ma non di gravità tale da escludere o far scemare la capacità di intendere e di volere. Ma la sua fragilità, secondo gli esperti, «lo rende un soggetto estremamente vulnerabile e non idoneo a fronteggiare l’ambiente carcerario». Il Gip ha deciso che nei suoi confronti si dovrà garantire «il controllo assiduo da parte del personale della struttura, la collocazione in stanza singola con spazi comuni videosorvegliati, la preclusione di oggetti pericolosi quali coltelli e oggetti di vetro, e uscite solo se autorizzate dall’autorità giudiziaria». La soluzione appare «idonea a contenere la pericolosità sociale» di Tombolini. Ma anche «a contemperare le esigenze di speciale prevenzione» con quelle di «tutela della fragilità dell’imputato», assistito dall’avvocata Daniela Frigione.

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