È morto a 73 anni Martin Amis. Romanzi, saggi, racconti: l’eredità letteraria di un grande scrittore

A portare via il grande autore britannico un cancro all’esofago. Le opere che lo hanno reso celebre dentro e fuori al mondo anglosassone

È morto all’età di 73 anni il grande scrittore britannico Martin Amis. Figlio a sua volta di uno scrittore, era considerato uno dei più grandi autori viventi, voce di riferimento della letteratura postmoderna anglosassone. Il suo decesso è avvenuto ieri, venerdì 19 maggio, ha annunciato la vedova, la scrittrice Isabel Fonseca, precisando che a minare la salute di Amis è stato un cancro all’esofago: la stessa malattia, come ricorda il New York Times, costata la vita nel 2011 al suo collega e amico di una vita Christopher Hitchens. Amis ha scritto nel corso della sua lunga attività letteraria 15 romanzi, un’autobiografia, ma anche lavori di non-fiction, saggi e racconti brevi. A renderlo celebre fu soprattutto, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, la sua trilogia di romanzi londinesi: Money: A Suicide Note (1985), London Fields (1990) e The Information (1995). Ad ispirare il suo lavoro, come aveva riconosciuto Amis stesso, furono soprattuto i modelli letterari di Vladimir Nabokov e Saul Bello. Ma è stato lui stesso, con la sua scrittura brillante e a tratta profana, a forgiare un originale stile narrativo capace di influire a sua volta su un’intera generazione di scrittori: inglesi e non solo. Lavori da leggere e rileggere: ancor più, ora che Martin Amis se n’è andato.


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