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Il regista Xavier Dolan dice addio al cinema: «Mi ritiro, sono stanco di fare film che non vede nessuno»

06 Luglio 2023 - 16:23 Ygnazia Cigna
epa07594011 Canadian director and actor Xavier Dolan attends the press conference for 'Matthias Et Maxime' during the 72nd annual Cannes Film Festival, in Cannes, France, 23 May 2019. The movie is presented in the Official Competition of the festival which runs from 14 to 25 May.  EPA/IAN LANGSDON
Il giovane regista di "Mommy" racconta le difficoltà di farsi spazio nel mondo cinematografico e perché ha deciso di voltare pagina
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«I miei film non li vede nessuno». Con queste parole Xavier Dolan annuncia il suo addio al cinema. È con delusione che il regista canadese 34enne spiega in un’intervista a El Paìs i motivi del suo ritiro. «Non ho più voglia né forze di impegnarmi in un progetto per due anni e che poi non lo veda quasi nessuno. Ci metto troppa passione per sopportare tante delusioni. Mi chiedo se il mio cinema sia brutto, ma in realtà che non è così», dichiara Dolan. In questo periodo sta promuovendo la sua ultima serie, The Night Logan Woke Up, e potrebbe essere il suo ultimo progetto. Quest’ultimo è stato distribuito in Canada, Spagna, Francia e Giappone. Troppo poco per il giovane regista che al quotidiano spagnolo lamenta: «Perché nessun altro l’ha comprato?». I ricavi, infatti, non sembrano essere dei migliori. «Non ho guadagnato nulla con la serie, ho investito il mio stipendio nella produzione e mio padre ha dovuto anche prestarmi dei soldi», fa sapere Dolan. «È un processo molto ingrato – aggiunge -, sono stanco e scoraggiato».

Chi è Xavier Dolan, il regista di “Mommy”

Figlio dell’attore Manuel Tadros, Xavier Dolan entra molto presto nel mondo dello spettacolo, recitando in alcune serie televisive e in qualche film. Nel 2009, a soli 19 anni, scrive e dirige il suo primo film: J’ai tué ma mère. Amato da subito dalla critica, il giovane si afferma nel settore cinematografico in più vesti: attore, regista, sceneggiatore, montatore, costumista, produttore cinematografico, scenografo e doppiatore. La popolarità schizza poi con Mommy nel 2014, il film che indaga il rapporto tra una madre single e un figlio problematico. Distribuito anche in Italia, acclamato per l’originalità della sceneggiatura e dei formati scelti (il film è girato in 1:1, più stretto del classico 4:3, per poi allargarsi in determinate scene), Mommy vince il Premio della Giuria nel 2014 a Cannes. Poi nel 2016 lancia È solo la fine del mondo. Per quanto riguarda il futuro, il 34enne ha in programma di concludere una serie in inglese perché ha preso impegni con Hbo. Poi, l’idea è voltare pagina. «La soluzione più semplice è probabilmente dirigere spot pubblicitari e costruirmi una casa in campagna», chiosa l’artista.

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