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L’invasione degli insetti in Italia: sarà l’estate di zanzare, cavallette, pappataci e cimici. Ecco perché

10 Luglio 2023 - 09:39 Ludovica Di Ridolfi
20050120 - LONDRA - CRO: GB: COSA SPINGE LA ZANZARA A PUNGERE CERTE PERSONE, STUDIO CHI NON VIENE PUNTO 'MASCHERA' PROPRI ODORI INVITANTI. Una femmina di zanzara intenta a suggere sangue da un braccio umano. Un gruppo di scienziati britannici avrebbe scoperto che cosa spinge le zanzare a trovare certe persone piu' appetibili di altre. Secondo gli studiosi del Rothamsted Research Centre, alcune persone producono odori che spingono le zanzare a pungere, mentre chi normalmente non viene punto produce un altro tipo di odori in grado di mascherare quelli che gli insetti trovano piu' 'invitanti'.  Questi repellenti naturali, secondo il consiglio nazionealedella ricerca biotecnologica e biologica, potrebbero essere utilizzati nella produzione di prodotti in grado di proteggere chiunque dalle fastidiose punture. A differenza di quelli attualmente in commercio, i nuovi repellenti sarebbero completamente inodori.                    ANDREA LIBERTO / ANSA / LI
Alla base ci sono il cambiamento climatico e l'abbandono dei campi
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Sarà l’estate degli instetti. E la colpa principale è del cambiamento climatico e dell’abbandono dei campi. La proliferazione di zanzare, cavallette, coleotteri, pappataci e cimici è infatti una conseguenza di caldo estremo, alta umidità, surriscaldamento globale e alternanza tra periodi di grande siccità e piogge intense. Ma anche, spiega La Stampa, della graduale trasformazione dell’agricoltura: la maggior industrializzazione ha infatti portato diverse famiglie contadine ad abbandonare i campi. Se a questo combiniamo la perdita di biodiversità che altera gli equilibri e riduce i predatori naturali, l’arrivo di specie aliene dall’estero e il crescente tasso di urbanizzazione, l’invasione di insetti è assicurata.

Zanzare e cavallette

Gli inverni sempre più caldi, per esempio, hanno allungato la vita delle zanzare, dando modo anche alle specie aliene di riprodursi in cicli più lunghi. La coreana, per esempio, o la zanzara tigre, sono infatti ormai endemiche nel Paese. Particolare attenzione bisogna prestare a quelle africane, vettori del virus West Nile: in Europa ha raggiunto 1.133 contagi e 92 decessi, e non c’è ancora un vaccino in grado di combatterlo (anche se nella maggior parte dei casi si guarisce dopo pochi giorni di sintomi).

Cavallette e locuste sono invece un problema meno cittadino: gli sciami hanno ormai colpito campi in tutta Italia, dal Nord al Sud senza escludere le isole. Alcuni esemplari arrivano dall’Africa, a spostandosi a poco a poco e depositando uova contro le quali non ci sono insetticidi, siccità o pioggia che tengano. In questo senso, trovano nei campi abbandonati l’habitat perfetto. La Sardegna risulta essere la regione più colpita: l’anno scorso ben 50 mila ettari presi d’assalto.

Le soluzioni

Si aggiungono alla lista degli insetti contro cui è scattato l’allarme anche le cimici dell’olmo, più piccole di quelle tradizionali, che stanno proliferando nel Nord Italia, partendo dall’Emilia-Romagna: aggrediscono gli alberi e invadono spesso i centri abitati. Punta invece su giardini e campi la Popillia japonica, il coleottero giapponese. Ma è allarme anche per le zecche, che possono trasportare la pericolosa malattia di Lyme, scoperta per la prima volta nel 1975. Le regioni più esposte sono Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto e Trentino Alto-Adige. In Europa si contano 230.000 casi.

Quali sono i possibili strumenti da utilizzare per fare fronte al problema? Innanzitutto, i pesticidi, per disinfestare campi e giardini. Bisogna tuttavia considerare gli effetti collaterali che provocano alla
terra e agli animali, senza peraltro garantire sempre l’efficacia: molte specie sviluppano infatti resistenza. Le soluzioni più sistemiche e a lungo termine, invece, prevedono il ripristino delle aree naturali, e favorire il ripopolamento dei predatori naturali.

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