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Usa, crollo di vendite della birra Bud Light per lo spot con l’influencer transgender: ricavi diminuiti di 395 milioni

04 Agosto 2023 - 12:04 Redazione
epa09884025 US social media influencer Dylan Mulvaney attends the Daily Front Row's Sixth Annual Fashion Los Angeles Awards at the Beverly Wilshire Hotel in Beverly Hills, California, USA, 10 April 2022.  EPA/CAROLINE BREHMAN
Per il gruppo belga, una consolazione arriva dagli altri mercati del globo: i ricavi complessivi, nel secondo trimestre, sono comunque aumentati di oltre 7 punti percentuali
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Al più grande produttore di birra del mondo è bastata una polemica con i conservatori statunitensi per vedere crollare le vendite, nel secondo trimestre dell’anno. Nell’area del Nord America, l’Anheuser-Busch ha subito un calo del 10% delle entrate, che si traducono in una diminuzione di ricavi pari a 395 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel caso specifico, il calo dei volumi è stato registrato dal marchio di birra Bud Light, un tempo la più consumata negli Usa. I pessimi dati di vendita sembrerebbero correlati a una campagna pubblicitaria promossa dalla società, con protagonista l’influencer transgender Dylan Mulvaney. È partita così, lo scorso aprile, un’operazione di boicottaggio che ha visto coinvolte personaggi dello star system, politici conservatori e media di destra. Addirittura, il cantante Kid Rock si è fatto filmare mentre crivellava di colpi delle casse di Bud Light: il video si concludeva con degli insulti rivolti all’azienda produttrice della bevanda.

Dai social, i sentimenti anti-trans si sono spostati agevolmente nel panorama politico: il governatore della Florida Ron DeSantis è intervenuto sulla vicenda chiedendo ai gestori di fondi pensione del suo Stato di valutare azioni legali contro i produttori del marchio Bud Light. DeSantis ha attribuito alla società la colpa di sposare quelle che definisce «ideologie sociali radicali». L’esito della campagna promozionale è stato un duplice flop poiché anche diversi membri della comunità Lgbtqia+ hanno preso le distanze dall’azienda per non aver sostenuto Mulvaney fino alla fine della tempesta mediatica. Per il gruppo belga, una consolazione arriva dagli altri mercati del globo: i ricavi complessivi, nel secondo trimestre, sono comunque aumentati di oltre 7 punti percentuali, con una performance particolarmente positiva in Cina.

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