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Il lato oscuro delle vacanze in Albania: ombrelloni ammassati, prezzi alle stelle e il pos «visto come il diavolo»

19 Agosto 2023 - 09:11 Redazione
epa06300311 A general view of the city as people enjoy at the beach in Himara, Albania, 13 August 2017 (Issued on 31 October 2017). The municipality of Himara decided to knock down houses belonging to Greek minority citizens in the centre of the city and tensions between citizens and authorities are increasing. Families were given a five-day notice on 18 October, to evacuate their homes, which are slated for demolition as part of an urban regeneration plan that critics have denounced as unconstitutional.  EPA/MALTON DIBRA
Le testimonianze dei turisti italiani che raccontano Tirana: «Un gazebo? Anche 200 euro»
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L’Albania è diventata la meta per le vacanze preferita dagli italiani. Mare stupendo, tranquillità e soprattutto prezzi bassi. Ma questa è solo una delle facce della medaglia. «Raggiungiamo Pulëbardha Beach dopo un lungo percorso a piedi, più di un chilometro di strada sterrata in discesa. E lo scenario che abbiamo davanti agli occhi, guardandolo dell’alto, effettivamente ci lascia a bocca aperta, perché il mare era bellissimo. Quando siamo arrivati però in spiaggia, siamo rimasti senza parole», inizia così il racconto di Flavia, una turista che è stata in Albania per Ferragosto. «Abbiamo chiesto un ombrellone e due lettini e ci è stato risposto che se avessimo pranzato al ristorante della spiaggia il prezzo sarebbe stato di 2500 lek (circa 25 euro) mentre senza pranzo di 3000 (30 euro). Ma da quando i prezzi variano in base a questa scelta?», prosegue.

Ombrelloni ammassati e lunghe attese

Non è tutto oro quel che luccica (da lontano). «Ombrelloni ammassati l’uno sull’altro, si vede che – continua il racconto deluso della turista – cercano di sfruttare al massimo queste strutture nel bel mezzo della natura. Noi alla fine abbiamo deciso di pranzare al ristorante, pagando 5 euro in meno per l’ombrellone e i lettini. Ma anche al ristorante regnava il caos. Tanto che avevamo ordinato anche un’orata ma alla fine abbiamo chiesto di non portarla perché stavamo aspettando da troppo tempo». Quella di Flavia è solo una delle tante testimonianze, citate da Il Gazzettino, che demoliscono quanto idealizzato finora sull’Albania come miglior meta per trascorrere le vacanze.

«La realtà non è quella che raccontano gli influencer»

Non solo lettini e ombrelloni. Gli stessi ristoranti sfruttano l’aumento dei turisti per far schizzare i prezzi. Quelli meno conosciuti hanno ancora dei costi accessibili, e più bassi di quelli d’Italia, ma quelli più famosi e le mete più scelte hanno tariffe spropositate. C’è chi parla di un caffè a 4,50 euro e chi si è sentito chiedere fino a 200 euro per un gazebo. E sui social iniziano a crescere le lamentele di persone rimaste deluse. «Sponsorizzato ovunque da video fatti da “influencer” ma la realtà è completamente diversa. Spiagge piccole piene di ombrelloni e sdraio ovunque, ghiaia al posto della sabbia portata da appositi camion, acqua torbida, moto d’acqua che corrono a destra e sinistra tutto il giorno con annessa puzza di gas. E ancora maleducazione, guidano male e c’è sempre traffico». E ancora: «Prezzi alle stelle neanche fossimo a Miami, sporcizia ovunque e strade dissestate. Un incubo», scrive un’utente social. A farle fa eco un altro utente: «Il pos è visto come il diavolo, prezzi molto più alti delle aspettative, a Ksamil un ombrellone e 2 lettini li abbiamo pagati da 25 a 50€ al giorno. Non torneremo mai più».

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