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Dall’assalto in moto ai rapimenti: cosa c’è nel dossier degli 007 israeliani del 2022 sul piano d’attacco di Hamas

05 Gennaio 2024 - 17:45 Alessandra Mancini
epa10949054 Israeli soldiers outside a burned and ruined house in Kibbutz Nir Oz, near the border with Gaza in southern Israel, 30 October 2023. One hundred residents of Kibbutz Nir Oz were murdered and 70 kidnapped into Gaza by Hamas as militants launched an attack against Israel from the Gaza Strip on 07 October. More than 8,000 Palestinians and at least 1,400 Israelis have been killed, according to the Israel Defense Forces (IDF) and the Palestinian health authority, since Hamas militants launched an attack against Israel from the Gaza Strip on 07 October, and the Israeli operations in Gaza and the West Bank which followed it.  EPA/ABIR SULTAN
I dettagli sono contenuti in un report di 27 pagine redatto dall’intelligence militare di Tel Aviv nell'autunno nel 2022: la rivelazione nel programma d’inchiesta giornalistica "Uvdà"
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Gli 007 israeliani conoscevano da un anno e «con dovizia di dettagli» il piano di Hamas del 7 ottobre scorso. Dopo l’indagine del New York Times di inizio dicembre, ora anche il programma d’inchiesta giornalistica Uvdà (Il fatto) della televisione di Tel Aviv Canale 12 lo conferma. L’emittente è riuscita a ottenere una copia del documento top secret dell’intelligence militare israeliana, redatto e distribuito ai vertici nell’autunno del 2022 dal titolo «La minaccia di una incursione di Hamas dalla Striscia». La dinamica dell’attacco sferrato dal partito-milizia è descritta, all’interno del report di 27 pagine, con grafici ritraenti la disposizione esatta delle varie unità di Ezzedin al-Qassam, il braccio militare di Hamas. Quest’ultime, riporta il documento, avrebbero addestrato un’unità di élite chiamata Nukhba, formata da circa 2.400 uomini scelti dopo un’attenta selezione. E gli autori delle carte sarebbero stati a conoscenza degli obiettivi di Hamas, ovvero distruggere i reticolati e la muraglia di confine e mandare all’attacco i suoi uomini a bordo di motociclette e pick-up. Una volta attraversato il confine, spiegano ancora le carte, sarebbero bastati pochi minuti per raggiungere i kibbutz vicini, fare strage di soldati e civili e catturare ostaggi (vivi o morti). Ma non solo: gli 007 israeliani sono inoltre stati avvertiti del fatto che l’attacco sarebbe avvenuto dopo un periodo di quiete prolungato tra le fazioni e in un momento in cui la barriera difensiva, sguarnita anche a seguito della decisione del premier Netanyahu di concentrare i militari in Cisgiordania, sarebbe stata di facile attraversamento. Non è chiaro, come non lo era nell’inchiesta del Nyt, per quale motivo l’intelligence non abbia preso quel testo nella dovuta considerazione. L’ipotesi, dunque, dell’emittente israeliana, è che dietro al fallimento dell’intelligence d’Israele quel sabato 7 ottobre, ci sia un fondo di arroganza. Anche perché l’elefante nella stanza c’era, ma era troppo grande per essere vero. 

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