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«In casa mi fa vivere come in caserma», il figlio 13enne denuncia il padre militare a Lecce

11 Aprile 2024 - 23:47 Redazione
Un momento al poligono d Capo Teulada durante líesercitazione Joint Star 2023, Sardegna, 22 Maggio 2023. ANSA/GIUSEPPE LAMI. 
La Joint Star 2023 Ë la pi˘ importante esercitazione militare in Italia. Si tiene ogni due anni in Sardegna,  coinvolge Aeronautica Militare, Marina Militare, Esercito Italiano, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Croce Rossa e Protezione Civile. Sono coinvolti oltre 5.300 uomini e donne e circa 900 mezzi terrestri, aerei e navali. L'obiettivo Ë addestrare alle operazioni di difesa del territorio nazionale e dell'Alleanza, ma non solo. Il focus dell'evento formativo Ë su una prima risposta civile ad una crisi umanitaria e di pubblica sicurezza e una successiva risposta militare congiunta e multinazionale ai sensi dell'art. 5 del Trattato Nord Atlantico, che sancisce il principio della difesa collettiva in caso di aggressione nei confronti di uno dei Paesi alleati. Bonifica, operazioni di pulizia e ripristino ambientale sono le attivit‡ che interesseranno specifiche squadre della Difesa durante tutte le fasi e anche oltre il termine delle esercitazioni.
L'uomo è indagato per abuso dei mezzi di correzione. All'adolescente erano interdetti persino alcuni tipi di vestiti e di taglio di capelli
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Osservare un atteggiamento militaresco a tavola, sia a pranzo sia a cena, vestire con rigore e portare un taglio di capelli regolare. Un ragazzo di Lecce di 13 anni è stato costretto a «vivere come in caserma». Il padre, militare dell’Esercito, adesso risulta iscritto iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione. I traumi subiti erano stati confidati dal 13enne ai suoi compagni di classe. Non era libero di vivere come i suoi coetanei, alcuni di loro lo prendevano in giro proprio per il taglio di capelli. Dopo i primi accertamenti, il ragazzo è stato sentito nel corso di un incidente probatorio. Anche in quell’occasione, ha confermato le accuse e ha denunciato il padre.

Repubblica scrive che «gli strascichi psicologici» di quel clima da caserma «hanno condizionato anche il suo rendimento scolastico. Aveva poca voglia di uscire e di stare con i coetanei». La madre della vittima non avrebbe trovato mai il coraggio di opporsi al marito, subendo anche lei quel «clima di paura e di terrore» che si respirava in casa. Al momento, non risultano depositati agli atti referti medici. «Le violenze, però, ci sarebbero state, perché quando il ragazzino ha cercato di ribellarsi, sarebbe volato qualche ceffone». L’indagine, ora, proseguirà con la valutazione dell’attendibilità delle testimonianze del 13enne, con il ricorso a una perizia psicodiagnostica.

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