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La premier Meloni a New York: «Preoccupa la situazione in Libano. La guerra su larga scala non conviene a nessuno»

24 Settembre 2024 - 22:40 Redazione
La premier Giorgia Meloni al Vertice del futuro nell'ambito dell'assemblea generale dell'Onu, New York, 23 settembre 2024.   NPK   ANSA / Filippo Attili - Palazzo Chigi
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A handout picture, provided by Chigi Palace Press Office, shows Italian Prime Minister, Giorgia Meloni, at the UN General Assembly Summit of the Future, New York (Usa), 23 September 2024.    NPK     ANSA / Filippo Attili - Chigi Palace Press Office handout   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
La presidente del Consiglio: «Bilancio positivo della missione Onu»
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A margine dei lavori della 79esima Assemblea Generale dell’Onu, la premier Giorgia Meloni ha tenuto un punto stampa con i giornalisti italiani per fare un bilancio sulla missione di tre giorni a New York. Sul conflitto in Medio Oriente, la leader di FdI ha sottolineato ancora una volta che l’obiettivo è arrivare a un cessate il fuoco. Pur ribadendo che «Israele ha il diritto di difendersi». A preoccupare la premier è la situazione in Libano: «Una guerra su larga scala non conviene a nessuno», ha affermato. «C’è la necessità di fare tutti qualche passo indietro. Siamo preoccupati per i nostri soldati in Libano». Sull’Ucraina, invece, la posizione dell’Italia «non cambia e non sta cambiando», ha confermato. Ovvero: «sarà al fianco di Kiev per tutto il tempo necessario».

«L’Italia ha una ottima legge sulla cittadinanza»

Sulla riforma della cittadinanza, anche in vista del referendum che punta a dimezzare il termine per ottenerla, Meloni ha inoltre precisato che «10 anni sono un tempo congruo per la cittadinanza e che l’Italia abbia una ottima legge». «Non vedo quindi la necessità di cambiarla». Poi se ci sarà il referendum, «questa è la democrazia», ha affermato. Sulla scelta, invece, di Elon Musk di consegnare il premio dell’Atlantic Council, Meloni ha sottolineato come l’imprenditore sia «sicuramente una delle personalità più interessanti del nostro tempo, è una scelta che abbiamo fatto mesi fa ma non c’entra nulla con la campagna americana: mi pare che il tentativo di schierare l’Italia nella campagna americana sia soprattutto un tentativo italiano ma non mi sembra particolarmente intelligente». Per Meloni, infine, la vicenda Unicredit-Commerzbank «non riguarda il governo» italiano. La premier ha, tra l’altro, aggiunto: «Vediamo se si possono coadiuvare soluzioni ma è un tema che non riguarda l’Esecutivo», ha concluso.

L’abbraccio tra Zelensky e Meloni

«Sono grato a Giorgia Meloni per tutti i passi decisivi compiuti dal G7 sotto la presidenza italiana e per il suo impegno a promuovere sforzi congiunti per stabilire una pace duratura e giusta». Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l’incontro tra i due a margine dei lavori della 79ma Assemblea Generale dell’Onu a New York. Nel corso del colloquio, secondo quanto si è appreso, è stato ribadito il convinto sostegno dell’Italia alla legittima difesa dell’Ucraina, con l’obiettivo di creare le migliori condizioni possibili per una pace giusta e duratura. L’Italia continuerà a essere in prima linea anche nel 2025 con l’organizzazione a Roma della Ukraine Recovery Conference e sarà al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario.

L’evento con Joe Biden

La presidente del Consiglio è inoltre intervenuta, su invito di Joe Biden, all’evento promosso dagli Stati Uniti a margine dell’Assemblea Onu e dedicato alla minaccia delle droghe sintetiche. Non è prevista invece la partecipazione al tradizionale ricevimento organizzato dal presidente Usa per mercoledì, al quale sono stati invitati i leader che partecipano all’assemblea generale, per impegni fissati da tempo in Italia.

L’incontro con Erdogan

Durante la sua permanenza a New York, Meloni ha incontrato anche il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan. Al centro del colloquio, oltre alla sempre più difficile situazione in Medio Oriente, il comune impegno a sostegno dell’integrità territoriale dell’Ucraina e per la ricerca di una pace giusta e duratura. In merito al dibattito sulla riforma del Consiglio di Sicurezza, i due leader hanno ribadito il comune impegno nel contesto del gruppo “United for Consensus” a sostegno di una soluzione ispirata a principi di eguaglianza, democraticità e rappresentatività che escluda pertanto la creazione di nuovi seggi permanenti. Sul fronte bilaterale, è stata ribadita la comune volontà di convocare al più presto un vertice tra i due governi e un “Business Forum” al fine di un ulteriore rafforzamento della relazione bilaterale.

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