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Putin «imperturbabile» alle minacce: «Avanti con la guerra». Trump: «È un peccato se non si raggiunge un accordo entro 50 giorni»

15 Luglio 2025 - 20:10 Ugo Milano
donald trump vladimir putin volodymyr zelensky usa armi ucraina
donald trump vladimir putin volodymyr zelensky usa armi ucraina
Il presidente americano ammette: «Non ho ancora chiuso con Putin». Kallas (Ue): «Attacchi di Mosca con armi chimiche si intensificano»

Donald Trump ha dichiarato che sarebbe «un peccato» se non si raggiungesse un accordo di pace tra Russia e Ucraina entro i prossimi 50 giorni. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg. Rispondendo poi a una domanda sul conflitto, il presidente Usa ha precisato: «Non sto dalla parte di nessuno». Mentre sul leader di Kiev, Trump è stato diretto: «Non dovrebbe prendere di mira Mosca». Interpellato sull’eventuale invio di missili a lungo raggio all’Ucraina, ha inoltre chiarito che al momento non sta valutando questa possibilità, come riportato dalla Cnn.

Putin «imperturbabile» alle minacce: «Avanti con la guerra»

Nel frattempo, il presidente Vladimir Putin sarebbe deciso a continuare a combattere in Ucraina finché l’Occidente «non si impegnerà alle sue condizioni per la pace». Lo riferiscono tre fonti vicine al Cremlino in un’esclusiva pubblicata da Reuters, secondo cui il leader russo resta indifferente rispetto alla prospettiva di sanzioni ancora più dure da parte di Trump o di altri governi occidentali. Secondo le stesse fonti, Putin ritiene che l’economia e le forze armate russe siano abbastanza forti da resistere a ulteriori misure occidentali. Non solo: in base all’andamento del conflitto, il Cremlino potrebbe anche ampliare le proprie richieste territoriali, sulla scia dei progressi militari ottenuti sul campo.

La polemica sulla telefonata con Zelensky: la Casa Bianca smentisce il Financial Times 

La Casa Bianca è, intanto, intervenuta sulla polemica relativa alla telefonata Trump-Zelensky. Per Washington, il Financial Times avrebbe frainteso e decontestualizzato le parole del presidente Usa in una conversazione con l’omologo ucraino Zelensky. A precisarlo è la portavoce Karoline Leavitt, citata da Bloomberg, secondo cui il presidente «stava semplicemente ponendo una domanda» e non intendeva «incoraggiare ulteriori perdite di vite umane». Il quotidiano economico-finanziario aveva riferito che Trump, durante un colloquio con Zelensky, avrebbe chiesto: «Volodymyr, puoi colpire Mosca?… Puoi colpire anche San Pietroburgo?», riportando la risposta attribuita al leader ucraino: «Assolutamente. Possiamo farlo se ci date le armi». Stando a quanto riferito da due fonti a conoscenza della conversazione, Trump avrebbe sostenuto l’idea, definendola una strategia utile a spingere i russi a negoziare. Un funzionario occidentale, informato sul contenuto del colloquio, ha affermato che la conversazione rifletterebbe un crescente orientamento, tra gli alleati di Kyiv, a fornire armi a lungo raggio capaci di colpire il territorio russo, spostando l’asse del conflitto.

Meloni: «Bene il cambio di postura di Trump verso Putin»

«Continuiamo a non vedere passi avanti sul lato russo: la Russia continua a colpire civili con attacchi sempre più brutali, che dimostrano quanto poco Mosca sia impegnata a costruire la pace che tutti perseguiamo, nonostante la volontà di dialogo dell’amministrazione Trump, che Putin ha deciso di non accogliere. Vediamo un cambio di postura da parte degli Stati Uniti e lo salutiamo positivamente». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con il cancelliere austriaco Christian Stocker, a Palazzo Chigi. 

Kallas: «Bene Trump su armi a Kiev ma Usa condividano peso»

Anche l’alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, accoglie «con favore l’annuncio del presidente Trump di inviare ulteriori armi all’Ucraina. Tuttavia, vorremmo che gli Stati Uniti condividessero questo onere», ha detto al termine del Consiglio Affari Esteri. «L’America e l’Europa stanno collaborando. E se lavoriamo insieme, possiamo esercitare pressione su Putin affinché negozi, dimostrandogli che l’unico modo per porre fine a questa guerra è costringerlo a cedere». La Russia usa «armi chimiche» contro le truppe ucraine e gli attacchi si stanno «intensificando», ha detto. «È sorprendente ma dall’inizio dell’invasione ci sono stati oltre 9 mila casi di attacchi con armi chimiche proibite, lo dicono i servizi di intelligence di Olanda e Germania e il fatto che stiano aumentando è preoccupante, vuole che Kiev si arrenda», ha aggiunto. 

Lavrov: «Vogliamo capire che significa ultimatum Trump»

Nel frattempo, la Russia non ha chiaro cosa intenda il presidente Trump quando dice che va trovata un’intesa sull’Ucraina entro 50 giorni. A sostenerlo è stato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, riferisce la Tass. «Vogliamo capire cosa c’è dietro questa dichiarazione sui 50 giorni», ha detto. «Prima erano 24 ore, poi 100 giorni», ha ricordato, «vogliamo davvero capire da cosa è guidato il presidente degli Stati Uniti».

La vignetta di Ria Novosti con Trump

Donald Trump fa la voce grossa con Vladimir Putin, ma la Russia non sembra preoccuparsene troppo. Anche se non per vie ufficiali, Mosca ha deriso la minaccia di sanzioni economiche che nella giornata di ieri il presidente americano aveva avanzato, fornendo cinquanta giorni di tempo al Cremlino per accettare un accordo di tregua. A prendersi gioco del tycoon è Ria Novosti con una semplice vignetta: lo Zio Sam, simbolo della bandiera a stelle e strisce, che piange e con una pistola giocattolo spara bolle di sapone contro il Cremlino. Il messaggio è sufficientemente chiaro: se Trump vuole colpire davvero la Russia, ha bisogno di armi ben più potenti. Nello stesso articolo, Washington è accusata di voler attuare un blocco commerciale che danneggerebbe in primo luogo Cina e India: «Sarà davvero molto interessante assistere a questo spettacolo…».

Trump su Putin: «Mi ha deluso, avevamo trovato un accordo quattro volte»

Con il presidente americano non si può mai stare tranquilli, ma per Kiev e per l’Unione europea è un’intervista alla Bbc ad aprire uno spiraglio di speranza. «Sono deluso da Putin, sono molto deluso ma non ho ancora chiuso con lui», ha confessato. «Per quattro volte abbiamo trovato un accordo, poi torni a casa e vedi che hanno attaccato un ospedale a Kiev. Allora che diavolo era tutto quello?». Di aver fiducia in Putin, insomma, non se ne parla nemmeno. Ma come per lui vale per chiunque altro: «Non mi fido di nessuno, se devo essere sincero».

Il rapporto appianato con l’Europa: «Ha leader intelligenti»

Donald Trump ha però ammesso che il rapporto con l’occidente ora è ben più fluido rispetto a qualche settimana fa. La Nato, che lui stesso aveva definito «obsoleta», ora sta diventando l’opposto, ora che «ognuno paga le proprie spese». E gli stessi leader europei sembrano aver in qualche modo fratto breccia nella corazza della Casa Bianca: «Sono persone intelligenti che guidano paesi generalmente molto, molto prosperi, come Germania, Francia, Spagna e altri grandi paesi. Ho avuto modo di conoscerli e penso che abbiano imparato a rispettare me e le mie decisioni».

I missili Tomahawk

Secondo il Washington Post Trump ha valutato l’invio a Kiev di missili Tomahawk, capaci di colpire Mosca e San Pietroburgo. I Tomahawk non sono inclusi negli attuali pacchetti di aiuti, ma potrebbero esservi in seguito, se Trump decidesse di aumentare la pressione su Putin.Il Wp riporta inoltre che Washington potrebbe autorizzare l’Uraina a usare i 18 missili ATACMS a lungo raggio attualmente nel Paese alla loro massima gittata di 300 km. Kiev potrebbe colpire così basi militari, aeroporti e depositi di rifornimenti nel cuore della Russia. Il pacchetto potrebbe anche includere altri ATACMS.

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