Benedetta Pilato, la rabbia dopo l’arresto per furto a Singapore: «Mi hanno coinvolta. Rivaluterò il valore delle persone che ho intorno»


«Mio malgrado, sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio». Arrestata in aeroporto a Singapore insieme a una compagna di nazionale con l’accusa di furto e rilasciata dopo pochissimo grazie all’intervento della Farnesina, la giovanissima nuotatrice azzurra Benedetta Pilato ha voluto fornire la sua versione dei fatti. Con un post sui social media si è detta completamente estranea ai fatti, accusando invece proprio l’amica Chiara Tarantino di averla trascinata dentro: «Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano».
L’arresto a Singapore «per ragioni indipendenti dalla mia volontà»
Le manette per le due nuotatrici erano scattate proprio mentre stavano per imbarcarsi verso l’Italia, dopo aver partecipato ai Mondiali ed essersi prese con altre amiche dei giorni di vacanza a Bali. Secondo la ricostruzione degli inquirenti locali, Tarantino avrebbe rubato da un negozio degli oggetti per poi nasconderli nella borsa di Pilato. Un disegno criminoso di cui anche la 20enne era stata ritenuta responsabile. «In giorni che avrebbero dovuto essere soprattutto di riposo e di relax mentale, ho invece attraversato, lontana da casa, momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano», ha scritto sui social. Le due sono state poi rilasciate grazie all’intervento della Farnesina dopo la chiamata al ministro Antonio Tajani del forzista Paolo Barelli, presidente della Federnuoto.
La frecciata alla amica: «Trarrò grandi insegnamenti»
«Tengo a precisare che ho collaborato fin da subito con le autorità locali, con il pieno supporto dell’Ambasciata Italiana», ha puntualizzato Benedetta Pilato nel suo messaggio social. «La vicenda fortunatamente si è conclusa in poche ore, senza nessuna implicazione, grazie anche alla mia massima trasparenza nei confronti delle stesse autorità aeroportuali di Singapore». L’incidente di percorso, risolto con un permesso speciale per rientrare in patria, è comunque stata occasione per rivalutare le sue conoscenze: «Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all’onestà personale. Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano». Una brutta storia che la 20enne vuole lasciarsi alle spalle: «Adesso torno nuovamente a concentrarmi con serenità e maggior determinazione sul mio percorso sportivo. Ringrazio profondamente chi mi ha sostenuta con discrezione, senza giudizi gratuiti, e chi continua a credere in me».