La Global Sumud Flotilla è pronta a salpare con oltre 200 tonnellate di aiuti per «rompere l’assedio» di Gaza: da dove parte e chi partecipa


Arriveranno a ondate, una di fila all’altra, puntando tutte verso le coste della Striscia di Gaza, dove da anni Israele ha imposto un blocco marittimo che rende impossibile lo sbarco di aiuti. Da 44 Paesi, decine di imbarcazioni prenderanno il largo in una enorme flotta pacifica e umanitaria, nel tentativo di far sbarcare un aiuto concreto ai palestinesi, portati ormai allo stremo da due anni di guerra e dalla carestia che sta decimando la popolazione. Una spedizione a cui anche l’Italia parteciperà con una posizione cruciale: la Sicilia sarà fulcro e punto di riferimento per le navi più occidentali, che lì si congiungeranno per poi fare rotta verso il Medio Oriente.
Global Sumud Flotilla, chi partecipa
L’iniziativa nasce da un’idea condivisa di Freedom Flotilla Coalition, che già aveva tentato di portare aiuti venendo fermata al largo delle spiagge della Striscia, Global Movement for Gaza e Maghreb Sumud Convoy. Il nome, una crasi dei tre, non a caso è Global Sumud Flotilla. “Sumud” è un termine palestinese che significa «perseveranza». La partenza è fissata per domani, domenica 31 mattina alle 9.30, quando le prime barche partiranno da Genova e da Barcellona in direzione della Sicilia. A bordo ci saranno anche Susan Sarandon e Greta Thunberg, già respinta a giugno dalla Marina di Israele. Per complicare il respingimento degli equipaggi, le persone saranno volutamente mescolate a bordo in modo da avere molte nazionalità differenti su ogni imbarcazione.
La spedizione verso Gaza per «rompere l’assedio»
Sarà un gigantesco movimento non violento, pacifico e simultaneo che solcherà tutto il Mediterraneo. Si tratta di una delle più grandi spedizioni umanitarie mai organizzate da associazioni e volontari: sarà composta da barche piccole, da turismo e a vela. In totale avranno caricato oltre 200 tonnellate di beni, raccolte nelle ultime settimane. L’obiettivo è quello di «rompere l’assedio che da 18 anni interessa la Striscia via mare, terra e aria aprendo un corridoio umanitario per la popolazione civile». Per motivi di sicurezza, non è ancora stata resa nota l’intera lista dei porti da cui salperanno le imbarcazioni. L’appuntamento è per le acque internazionali, da cui potranno veleggiare indisturbate verso la Striscia.
Il ruolo dell’Italia nella spedizione umanitaria
Oltre che fornire un fulcro delle operazioni con i porti siciliani, l’Italia metterà in acqua la partecipazione di circa 200-250 persone. Nelle ultime settimane, gli attivisti del nostro Paese hanno raccolto quasi 300mila euro con cui hanno finanziato le spese operative, l’acquisto e il trasporto dei materiali sanitari e alimentari, così come tutta la parte logistica della spedizione. Questa sarà appoggiata da personaggi della cultura, della politica, del giornalismo come Isabella Ferrari, Nina Zilli, Tomaso Montanari, Laika, Francesca Barra, Stefania Ascari, Ditonellapiaga, Elisa e Fiorella Mannoia.