Trump si prepara a mettere le mani sul football americano nelle università. I timori degli studenti-atleti: «Un passo indietro per i nostri diritti»


Tra una guerra commerciale e una campagna di espulsione dei migranti irregolari, Donald Trump ha scelto il suo prossimo campo di battaglia: il football americano. Ne è convinta la testata americana Politico, secondo cui il presidente Usa sarebbe pronto a intervenire a gamba tesa nella legislazione che regola lo sport più yankee di tutti, perlomeno a livello universitario. I primi passi, d’altronde, già ci sono stati. Nelle scorse settimane, il tycoon ha firmato un ordine esecutivo per «proteggere gli studenti-atleti e le borse di studio e le opportunità sportive universitarie».
Le battaglie legali sugli studenti-atleti
Ma da dove nasce la fretta di Trump e dei repubblicani di rimettere mano alla legislazione sullo sport universitario? Di recente, gli studenti-atleti hanno ottenuto una consistente espansione dei propri diritti sindacali, che a lungo sono stati considerati appannaggio solo degli atleti dilettanti e professionisti. Dopo decenni di battaglie legali, ai giocatori è stato concesso infatti di cambiare liberamente università senza incorrere in alcuna sanzione, stipulare accordi con sponsor privati e ricevere pagamenti direttamente dagli atenei. Secondo la Ncaa, la lega di sport universitario che supervisiona oltre mezzo milione di atleti negli Usa, questa novità mina l’equilibrio competitivo tra i vari college. E così, ha chiesto aiuto alla Casa Bianca.
L’ordine esecutivo di Trump
A luglio, Trump ha firmato un ordine esecutivo in cui promette di «salvare lo sport universitario», mentre i repubblicani al Congresso sono al lavoro su una proposta di legge che metterebbe fine una volta per tutte alle battaglie delle associazioni degli studenti-atleti per ottenere una contrattazione collettiva. «Penso che avere una legge federale, più un ordine esecutivo, più la firma di Trump sulla legge federale, cambierebbe in un certo senso le carte in tavola, e credo che alla fine ci farebbe regredire», ha commentato Jason Stahl, fondatore della College Football Players Association, che si batte per i diritti dei giocatori.
Sostenitori e avversari dello Score Act
A livello pratico, lo Score Act – questo il nome dato al disegno di legge – impedirebbe alle università di classificare gli studenti-atleti come propri dipendenti. In questo modo, l’autorità sull’ambiente sportivo tornerebbe nelle mani della Ncaa, alle prese negli ultimi anni con numerose cause legali. Secondo la Ncaa e i sostenitori del disegno di legge, lo Score Act riporterà stabilità nel panorama sportivo universitario, dove oggi molti dei migliori talenti lasciano le scuole più piccole per dirigersi verso atenei più rinomati e che promettono loro più denaro. Per i sindacati dei giocatori, invece, la nuova linea dettata dai repubblicani rischia di mettere fine ai benefici economici che rivendicavano da decenni e che solo di recente, per effetto di alcune sentenze di tribunale, erano riusciti a ottenere.
Foto copertina: EPA/Erik S. Lesser | Il giocatore di football Chris Jones stringe la mano a Donald Trump poco prima del Superbowl, 9 febbraio 2025