I furbetti del test di Medicina, le chat con le prove e gli occhiali Meta in aula. Una studentessa racconta a Open gli aiutini dei prof e i trucchi usati all’esame

«A Padova c’erano buste già aperte», «A Roma qualcuno aveva le risposte in anticipo», «C’è chi ha usato gli occhiali di Meta». Sono solo alcune delle segnalazioni che rimbalzano nei gruppi WhatsApp degli studenti che hanno sostenuto il test di Medicina. Racconti, messi nero su bianco, che potrebbero portare all’annullamento delle prove in diversi atenei, come già annunciato dal ministero nella serata di ieri. Sara, 20 anni, è una delle candidate. Ha frequentato il semestre filtro introdotto dalla nuova riforma e ieri ha sostenuto le tre prove previste, biologia, chimica e fisica, alla Statale di Milano. «Ho studiato per mesi, mi sono pagata un corso per prepararmi. Ma appena ho finito il test, ho iniziato a leggere e sentire di tutto. Nei gruppi WhatsApp e Telegram circolavano foto delle prove», inizia a raccontare a Open.
«È successo di tutto, in tutta Italia. Io ho affrontato tutto in modo onesto. Sono soddisfatta di ciò che ho fatto, ma so che potrei essere superata da chi ha copiato. Spero che il ministero annulli tutto».
I cellulari in aula e le foto delle prove nei gruppi social
Di irregolarità, ce ne sarebbero state molte. «Nei giorni precedenti, nei gruppi della Statale, c’era chi dichiarava apertamente che avrebbe provato a copiare portandosi il telefono in aula. Ho pensato ai soliti furbi di turno, cose che capitano», ricorda Sara. «Ma poi in aula da noi non hanno ritirato i cellulari, ci hanno detto solo di spegnerli. Lo stesso per gli smartwatch al polso». E nei gruppi, ci mostra la studentessa, sono diverse le foto del compito circolate durante le ore della prova.

Gli audio degli studenti
È quando il test finisce che, sui gruppi di studio, per Sara si apre un vero e proprio vaso di Pandora. «Ho visto foto del test, screenshot di persone che scrivevano su Telegram durante la prova, con tanto di orari. Quindi mentre noi eravamo dentro a rispondere», racconta. «Ci sono audio di studenti che ammettono di aver copiato, altri che parlano di scambi di fogli. E persino messaggi in cui si sostiene che alcuni professori avrebbero aiutato».
Un’altra studentessa, in un audio presente in questi gruppi, riferisce un caso che sarebbe avvenuto alla Sapienza di Roma: «Una ragazza ha riconsegnato il compito di chimica perché aveva un sigillo rotto e incollato sopra un altro sigillo nuovo. Hanno minimizzato, ma poi hanno cambiato il compito solo perché lei ha insistito». Un altro studente ancora, afferma serenamente in un audio Whatsapp: «Copiare era facilissimo. I professori? Tranquillissimi».
Le ricerche su Google prima e durante il test
Tra le varie irregolarità denunciate dagli studenti c’è anche quella che qualcuno abbia avuto accesso alle prove con ore di anticipo. Uno sguardo ai dati di Google Trend solleva infatti più di un dubbio: intorno alle 4 del mattino del 20 novembre c’è stato un picco di ricerche sul termine «Tim23», presente in una domanda del test di biologia. Un altro picco è stato registrato la sera precedente, verso le 22.30. E ancora: la parola «amminoacil-trna» ha registrato un’impennata tra le 7 e le 8 del mattino del giorno del test, stesso discorso per «legame ione ammonio». Termini che, normalmente, non generano volumi significativi di ricerca e che, invece, sono schizzati tra la sera prima e la mattina precedenti alla prova. Gli studenti, infatti, hanno potuto vedere le prove solo alle 11, all’inizio del test.
Bernini: «Annulliamo la prova singola ai furbetti»
Il risultato ufficiale degli esami è atteso per il 3 dicembre. Ora la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato che la data resterà quella, ma ha precisato: «Se qualche furbetto ha cercato di portare telefonini all’interno delle università, e alcuni sono stati trovati e espulsi, o ha cercato di falsare gli esiti di questa importantissima prova pubblicando online i compiti noi risaliremo a questi furbetti e annulleremo i loro compiti».
«Il ministero? Dovrebbe annullare l’intera prova»
Nemmeno l’organizzazione delle aule sembra essere stata delle migliori. «Si poteva copiare facilmente da chiunque: davanti, dietro, di fianco. I banchi erano troppo vicini», osserva Sara. «Ma questo è il minimo. C’è chi segnalato episodi di gente che copiava ai professori e si è sentito rispondere di farsi i fatti propri. E poi ci sono racconti di docenti che tiravano fuori le prove dalle scatole dove avevamo inserito i fogli di risposta e le rimettevano poi sopra la pila».
La frustrazione, per chi ha “giocato” secondo le regole, è palpabile. «Io mi sento lesa. È assurdo pensare di trovarsi in graduatoria persone che hanno copiato, mentre noi abbiamo studiato per mesi. Sarà difficile individuare tutti i singoli casi: il ministero dovrebbe annullare l’intera prova, non i casi singoli», conclude la studentessa.
