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Assalto e minacce alla redazione della Stampa, identificati i primi 34: tra loro attivisti di Askatasuna e il 16enne ammanettato al liceo Einstein – Il video

29 Novembre 2025 - 14:22 Giovanni Ruggiero
L'irruzione di un gruppo di partecipanti all corteo di Torino per lo sciopero generale. I cori a sostegno dell'imam Mohamed Shahin colpito da un decreto di espulsione e le minacce ai giornalisti. La solidarietà al quotidiano torinese da Mattarella e Meloni

Sono una trentina le persone identificate dalla Digos dopo l’assalto di ieri – venerdì 28 novembre – alla redazione torinese del quotidiano La Stampa, in via Lugano. La polizia ha potuto identificarli anche grazie ai video che loro stessi avevano pubblicato sui social. Prosegue, intanto, il lavoro per dare un volto agli altri partecipanti all’irruzione. Al momento non risultano ancora denunce.

Chi c’è tra gli identificati

Tra gli identificati figurano attivisti del centro sociale Askatasuna e dei collettivi studenteschi “Collettivo universitario autonomo” e “Kollettivo studentesco autorganizzato”, riconducibili sempre al centro sociale. In circa un centinaio hanno fatto irruzione nella redazione del quotidiano torinese, vuota per l’adesione dei giornalisti allo sciopero per il rinnovo del contratto. Il gruppo si era staccato dal corteo principale per lo sciopero generale e diretto alla redazione di via Lugano al grido di «Free Palestine» e «Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin», l’imam di Torino colpito da decreto di espulsione nei giorni scorsi. Nella redazione hanno scritto con vernice spray e lanciato letame contro i cancelli. Diversi erano a volto coperto. Tra le frasi scritte sui muri e le scrivanie: «Giornalista terrorista, sei il primo della lista» e «Giornalista ti uccido».

C’è anche il 16enne del liceo Einstein

Tra le persone identificate, risulta esserci anche il sedicenne che, durante gli scontri tra studenti di sinistra e di destra, era stato fermato e ammanettato davanti al liceo Einstein. Il giovane era stato denunciato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale a seguito degli eventi del 27 ottobre, quando si erano verificati episodi di tensione durante un volantinaggio organizzato da Gioventù Nazionale, movimento giovanile di destra, nella sezione «Gabriele d’Annunzio». Tutto era iniziato quando tre militanti di destra avevano cominciato a distribuire volantini con il messaggio: «Rifiuta la cultura maranza: scegli i giovani di destra» davanti al liceo. Alcuni studenti del collettivo di sinistra avevano notato la presenza dei militanti, scatenando una discussione tra i due gruppi. Sul posto erano intervenuti gli agenti della Digos e della polizia in tenuta antisommossa, che avevano allontanato gli studenti del collettivo. Durante le fasi concitate, il sedicenne avrebbe reagito agli agenti, venendo bloccato, ammanettato e portato in questura per l’identificazione.

Malaguti: «Sono ragazzi giovani, quindi colpisce due volte»

Sull’assalto di ieri è intervenuto anche il direttore de la Stampa, Andrea Malaguti, che ha spiegato com’è avvenuta l’irruzione: «Sono stati un quarto d’ora circa, tutto ripreso dalle telecamere – afferma -. La cosa che fa male è che sono ragazzi giovani, fondamentalmente tutti giovani. Quindi è una cosa che ti colpisce due volte. Anche perché noi siamo un giornale totalmente pluralista, che accoglie le voci di tutti, per cui l’impressione è proprio quella della violenza cieca, che non sa quella che fa. Una violenza inconsapevole, spero non manipolata, certamente manipolabile. Questo è un po’ il punto di questa storia», dichiara Malaguti.

L’Invito al confronto

«Triste è la parola giusta in verità per come mi sento – aggiunge il direttore del quotidiano di Torino -, nel senso che noi tutti i giorni abbiamo colleghi straordinari, che fanno il loro lavoro con una serietà assoluta. Mai ci siamo preoccupati sulle cose che raccontano che piacciano a tizio, o non piacciono a caio. Ci preoccupiamo che siano vere, che siano serie, che siano verificate. Noi sappiamo che tutti i giorni c’è qualcuno che ci dice “siete dei comunisti”, il giorno dopo qualcuno che ci dice “siete dei fascisti”. Noi siamo soltanto dei professionisti – una redazione di qualità straordinaria – che cercano di fare il loro massimo, il mestiere nel modo più libero e con la maggiore attenzione al rispetto di tutti. Per noi l’unico punto di riferimento è la Costituzione», conclude Malaguti, invitando i giovani manifestanti a un confronto «vero». Ovvero «quello in cui ci si guarda negli occhi e si dicono delle cose. Il nostro lavoro è esattamente questa roba qua – conclude -, guardare le persone negli occhi e confrontarsi, loro compresi. È evidente che per noi l’unico limite invalicabile è quello che loro purtroppo hanno valicato, e cioè la prevaricazione, la violenza e la minaccia».

A Torino rafforzati presidi davanti alle redazioni e alla Rai

Intanto, sono stati aumentati i presidi di sicurezza davanti alle redazioni e organizzato un tavolo di coordinamento in prefettura. Sono alcune delle iniziative decise oggi – sabato 29 novembre – dal Cosp con i vertici degli organi di informazione. «Rafforzeremo il presidio anche in forma fissa, in particolare alla Rai e a La Stampa, e in maniera dinamica ad altri obiettivi», spiega il prefetto Donato Cafagna. «Insieme all’Ordine dei Giornalisti, alla Federazione Italiana Stampa, alle testate giornalistiche nazionali e alla Rai – aggiunge – abbiamo deciso di costituire un tavolo di coordinamento in prefettura aggiornato costantemente per cercare di prevenire azioni violente. Negli ultimi mesi ci sono state aggressioni nei confronti di singoli giornalisti per la strada, o aggressioni sui social. In questo momento, quindi, – conclude il prefetto – di fronte a questo salto di qualità nella violenza da parte di questi gruppi antagonisti, è necessario avere anche un’attività di prevenzione forte e coordinata».