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La svolta della famiglia del bosco che ha accettato una nuova casa gratis: perché hanno detto sì. Lo scontro sul ritorno dei figli: «Da noi nessun passo indietro»

29 Novembre 2025 - 12:48 Giulia Norvegno
famiglia bosco rifiuto aiuto
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Il chiarimento di Nathan Trevallion e la moglie Catherine Birmigham che si preparano al trasloco. L'accusa al precedente avvocato che non si sarebbe dimesso, ma sarebbe stato licenziato

Hanno accettato una casa offerta gratuitamente da un imprenditore locale i genitori dei bambini della famiglia che viveva nel bosco di Palmoli. Una decisione spiegata dai loro nuovi avvocati Marco Femminella e Danila Solinas non come una rinuncia ai propri principi, anzi. La svolta è arrivata dopo che il padre ha visitato il casolare offerto da un ristoratore di Ortona, Armando Carusi. La casa sembra piaciuta subito a Nathan Trevallion, che con sua moglie Catherine Birmingham ha dato il consenso a trasferirsi al più presto. Nei loro piani, assieme ai loro tre figli: una bambina di otto anni e due gemelli di sei.

Perché hanno accettato la casa del ristoratore

In una nota diffusa dai loro avvocati, la famiglia nel bosco ha spiegato che «pur di ovviare alle criticità igienico sanitarie riscontrate, di accettare per il tempo necessario all’attuazione delle migliorie abitative richieste», un immobile offerto da un privato cittadino. Da parte loro non ci sarebbe stato quindi «nessun passo indietro, ma un passo avanti che consente di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà».

Il ritorno dei bambini con il padre e la madre

I tre bambini sono stati allontanati dalla casa nel bosco in cui vivevano con i genitori. La decisione era stata presa dopo una relazione dei servizi sociali e poi del tribunale di L’Aquila. La decisione di accettare la nuova casa punta a superare l’ordinanza del giudice e riunire la famiglia. La casa sarebbe immersa nella natura, con due ampie stanze, un pozzo per l’acqua, un bagno a secco e locali per gli animali. «La presentazione del gravame muove, di certo, dalla improcrastinabile necessità di instare per la revoca dell’ordinanza ma, parimenti, – si legge nel comunicato – dalla doverosa contestualizzazione di passaggi chiave sottesi ad una corretta lettura di una vicenda che, a tratti, è stata, purtroppo, oggetto di strumentalizzazioni speculative».

Che cosa è successo con il primo avvocato

Un chiarimento arriva anche sulla vicenda che ha visto coinvolto l’avvocato Giovanni Angelucci, fino a pochi giorni fa legale della famiglia nel bosco in provincia di Chieti. L’avvocato aveva comunicato di aver rimesso il mandato per divergenze di vedute, accusando la famiglia di aver rifiutato ogni genere di aiuto. I nuovi avvocati però smentiscono quella ricostruzione: «Non vi è stata alcuna rinuncia ma revoca, si legge nel comunicato.

«È innegabile – spiegano i due avvocati – che la vicenda è stata ammantata di criticità legate ad una puntuale interpretazione di segmenti processuali che, se correttamente individuati e chiariti, avrebbero potuto condurre, sin da subito, ad un approdo diverso. Questa è la ragione per cui i nostri assistiti si sono determinati a revocare il precedente difensore. Ulteriore passaggio che, nostro tramite, intendono definitivamente chiarire. Non vi è stata alcuna rinuncia, ma revoca. Ciò posto ci auguriamo che chiuso il capitolo delle dichiarazioni illegittime, l’attenzione si limiti alla convergenza di forze per ottenere il ricongiungimento familiare».

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