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Famiglia nel bosco, Nathan e Catherine dicono sì a un casolare nel bosco di Palmoli

29 Novembre 2025 - 07:08 Alessandro D’Amato
nathan trevallion catherine birmingham famiglia nel bosco bambini nel bosco nuova casa
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Offerto gratuitamente da un ristoratore di Ortona. Il proprietario: «C'è una fonte con la sorgente. Un posto unico»

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno detto sì a un casolare nel bosco di Palmoli. Offerto gratuitamente da un ristoratore di Ortona, originario del paese. Dopo la rinuncia del loro avvocato e le voci sull’eterodirezione da parte dei rurali, la famiglia nel bosco avrebbe dato l’ok alla casa. Il padre dei tre bambini allontanati dal Tribunale dei minori dell’Aquila si è recato nella struttura, situata sempre nell’area verde palmolese. E, come racconta il proprietario Armando Carusi all’agenzia di stampa Ansa, è rimasto molto impressionato dalla residenza autonoma immersa nella natura con almeno due ampie stanze di cui una cucina, un pozzo dove poter prelevare l’acqua, il bagno a secco e locali per gli animali.

Il ristoratore

«È rimasto molto affascinato dalla casa», ha detto Carusi. «Non ha fatto in tempo a vedere l’esterno che è la parte più bella: c’è una fonte con la sorgente. Un posto unico». Il ristoratore vive ad Ortona, sul litorale abruzzese. Ha offerto in comodato gratuito la struttura appena ristrutturata per permettere alla famiglia di riunirsi in un ambiente di loro gradimento che permetterà loro di continuare lo stile di vita che prediligono.

La casa

«È la casetta dove sono nato e dove ho vissuto con i mei genitori che ora non ci sono più. Da piccolo con la mia famiglia abbiamo fatto la vita che Nathan e Catherine stanno facendo ora: senza riscaldamento e per questo ogni camera ha un camino. C’è anche l’acqua corrente. L’avevo ristrutturata per una locazione turistica. Non mi scandalizzo dello stile di vita della famiglia nel bosco perchè l’ho vissuta anche io da piccolo», racconta Carusi. «Nathan è rimasto colpito anche da alcuni attrezzi in legno antichi presenti in cucina. C’è anche la possibilità di filare la lana come si faceva una volta. E questo gli è piaciuto moltissimo. È un appassionato di queste cose. Oggi ho inviato molte foto a Nathan dell’esterno che ha condiviso con la moglie Catherine. Mi ha detto che è bastato quello che ha visto. L’interno gli è piaciuto moltissimo», conclude.