Ultime notizie Delitto di GarlascoLegge di bilancioUcraina
ATTUALITÀFirenzeGiovaniInchiesteIncidenti stradaliLavoro e impresaToscana

Invalido e disoccupato dopo l’incidente senza cintura sul sedile posteriore, a 24 anni il risarcito con più di 1 milione: la sentenza dei giudici di Firenze

29 Novembre 2025 - 17:12 Ugo Milano
giudice sentenza firenze
giudice sentenza firenze
Il tribunale ha riconosciuto al giovane non solo i «danni fisici», ma anche quelli «morali e da perdita del rapporto lavorativo»

Il tribunale di Firenze ha riconosciuto un risarcimento superiore a 1 milione di euro a un giovane toscano rimasto invalido in un incidente stradale del 2017, in cui un suo amico per le vita. Una cifra molto più alta rispetto ai circa 367 mila euro inizialmente erogati dalla compagnia assicurativa. I giudici fiorentini, dopo aver esaminato la cartella medica e disposto una perizia medico-legale, hanno riconosciuto al ragazzo non solo i «danni fisci per la grave disabilità», ma anche i «danni morali» e quelli da «perdita del rapporto lavorativo». Per la magistrata Susanna Zanda, infatti, «le conseguenze lesive sono state tali da aver impedito al ragazzo di poter, ad oggi, svolgere attività lavorativa compatibile con le sue ridotte capacità fisiche», si legge nella sentenza.

L’incidente nel 2017 e la perdita del lavoro 

Quella sera di ottobre del 2017, il giovane – all’epoca 24enne – si trovava a bordo dell’auto guidata da un amico quando, dopo aver perso il controllo, il mezzo si schiantò contro un cumulo di materiale di riporto in una frazione di Fucecchio (Firenze). L’amico alla guida, gravemente ferito, morì il giorno successivo a causa dei traumi riportati. Mentre il 24enne fu trasportato d’urgenza in ospedale, dove si sottopose a diversi interventi chirurgici e a una lunga degenza. Finita la quale si rivolse a specialisti per riabilitazione e terapia e chirurghi plastici. Ma le conseguenze dell’incidente si erano rivelate più gravi del previsto: oltre a rimanere permanentemente invalido, il giovane perse anche il lavoro. 

L’utilizzo della cintura 

Durante il processo, la compagnia assicurativa aveva provato a sollevare questioni legate al mancato utilizzo della cintura di sicurezza da parte del giovane. Ma la perizia, disposta dal Tribunale, ha ribaltato completamente questa tesi, riconoscendo «l’ininfluenza dell’allaccio cinture da parte del ragazzo seduto sul sedile posteriore, lato conducente, anche per quanto riguarda le fratture facciali e al cranio». Il giudice ha quindi stabilito alla fine del processo di primo grado che «nessun concorso di colpa è possibile ascrivere». 

leggi anche