La «lista degli stupri» nel bagno del liceo Giulio Cesare a Roma, i 9 nomi di studentesse sul muro. La denuncia sui social, Valditara: «Subito sanzioni»

«Quanto successo al liceo Giulio Cesare, con pesanti offese sessiste rivolte ad alcune studentesse, è un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente». Così il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, è intervenuto sulla «lista di stupri» comparsa su una parete dei bagni per gli uomini al liceo classico statale di Roma, affiancata dai nomi e cognomi di una decina di ragazze. «Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere», ha sottolineato il ministro. Verificheremo anche come stanno andando all’interno del liceo i corsi di educazione al rispetto della donna e di educazione alle relazioni previsti per la prima volta obbligatoriamente dalle nuove “Linee guida sulla educazione civica” e che lo scorso anno hanno dato risultati molto importanti nella gran parte delle scuole superiori italiane. Il rispetto è un valore imprescindibile. Nella scuola italiana non vi è spazio per la violenza e la discriminazione», ha concluso Valditara.
La denuncia sui social
A denunciare l’accaduto era stato ieri – venerdì 28 novembre – il collettivo “Zero alibi”, che aveva inoltre ricordato come pochi giorni prima sempre nell’istituto del quartiere Trieste fossero stati strappati dei fogli in cui alunni chiedevano maggiore attenzione sul tema della violenza di genere a scuola.
La condanna della preside
Anche la dirigente scolastica, Paola Senesi, ha espresso una ferma condanna per l’accaduto. «Di fronte agli ottusi graffiti vandalici apparsi nei servizi igienici del nostro liceo, si ribadisce fortemente la condanna nei confronti di qualsivoglia stereotipo e violenza di genere sia essa fisica, verbale, psicologica o digitale», scrive in una circolare. «Il Giulio Cesare non è un luogo aperto alla violenza – prosegue – e non vuole diventare un ricettacolo di intolleranza».
La preside sottolinea inoltre che il liceo «si riconosce pienamente nei valori costituzionali» e lavora ogni giorno per trasmetterli alle nuove generazioni, dentro e fuori le aule. Esprime poi «pieno sostegno alle iniziative formative che docenti e studenti vorranno attivare per mostrare ancora una volta il vero volto della scuola, dove ogni forma di violenza è bandita», e manifesta «solidarietà e vicinanza» alle studentesse e agli studenti coinvolti in quella che definisce «una scriteriata esternazione», conclude.
