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2025 positivo ma non senza macchia: a voi i venti peggiori dischi italiani dell’anno

01 Gennaio 2026 - 15:10 Gabriele Fazio

Annalisa – Ma io sono fuoco

Il nuovo album di Annalisa è una sequela di tentativi di hit, un sequel del sequel del sequel del sequel della magica triade Bellissima/Mon Amour/Sinceramente che l’ha riportata tra i visibili della musica italiana. Immaginatevi un limone dopo esservi preparati una limonata, immaginatevi poi di voler spremere ancora succo da quel frutto; ecco, Ma io sono fuoco è questa cosa qui. Quell’affannata rincorsa alle sonorità danzerecce degli anni ’80, sempre, in quasi tutto il disco, rende tutto snervante e, cosa assai più grave, piatto. Il disco ha un suono e uno soltanto, che punti ad una provocazione di plastica come nell’orrenda Delusa o nell’ammiccantissima Esibizionista, o che si rifugi in un teen drama di serie Z come in Amica. Al netto di brani che funzionano, e ci mancherebbe, come Avvelenata o Una tigre sul letto continua a salvarmi, che chiude l’album e possiede delle buone atmosfere, si tratta di un pastone pop senz’anima e dimenticabilissimo, frutto più di un brief di marketing che di un’ispirazione artistica autentica.

O almeno, ci vogliamo sperare, perché se l’intento era artistico e poi viene fuori questo manifesto della musica industriale mainstream, allora la situazione è peggiore del previsto. In generale sto fuoco, in tutta onestà, non scotta per niente. Il problema, chiariamoci, non è la musica d’intrattenimento, perché sappiamo e in certi frangenti amiamo il fatto che esista la musica di intrattenimento, una vita piena di Capossela e De André diventerebbe piuttosto pesante anche per degli amanti come noi. Il problema, che poi è problema fino ad un certo punto, supponiamo che non lo sia affatto per Annalisa, è quando un artista non è in grado di andare oltre l’intrattenimento. La musica, però, è un’altra cosa.