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2025 positivo ma non senza macchia: a voi i venti peggiori dischi italiani dell’anno

01 Gennaio 2026 - 15:10 Gabriele Fazio

TriGno – A un passo da me

Quando durante la finale di Amici il giovine TriGno ha massacrato senza pietà capolavori di Paolo Conte, Daniele Silvestri, Edoardo Bennato, in diretta, impunemente, ripreso dalle telecamere, dinanzi a milioni di testimoni, noi siamo rimasti freddati. Pensavamo che un intervento delle forze dell’ordine sarebbe stato più che adeguato, ma invece di chiamare la polizia lo hanno premiato, mentre noi, affranti, ci chiedevamo quale fosse il limite, al ribasso, dell’universo pop italiano.

La domanda non ha una risposta precisa ma l’eco di quel dubbio si declina in questo EP di una bruttezza quasi drammatica. Attenzione, non si tratta della mancanza di un certo intellettualismo nelle intenzioni, non lo chiediamo, non ce l’aspettiamo, men che meno da chi ha preferito prendere la scorciatoia televisiva. Il problema è che il ragazzo proprio non sembra portato, e più che altro intristisce l’idea che fuori da quello studio televisivo il paese brulica di bravissimi cantautori, spregiudicati sperimentatori, ispiratissimi rapper, artisti veri insomma, le cui opere resteranno sconosciute. Nel frattempo TriGno ha in tasca un contratto discografico con una major, che poi utilizza per produrre una simile EP. Tra canzoncine banalotte e pure una versione live di Overdose d’amore copiata a Salmo. Tutto surreale.