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Perché una tragedia come a Crans-Montana oggi in Italia è più difficile. Dalla strage di Torino a Corinaldo: cosa non può mancare in discoteche e cinema

02 Gennaio 2026 - 09:01 Giovanni Ruggiero
Corinaldo Lanterna azzurra
Corinaldo Lanterna azzurra
Sono principalmente due le date cruciali in Italia che hanno portato alla stretta sulle regole per la sicurezza nei locali. A cominciare dal massacro nel cinema Statuto di Torino nel 1983: morirono 64 persone

Una tragedia come quella di Crans-Montana in Italia difficilmente sarebbe potuta avvenire. Soprattutto dopo l’8 dicembre 2018, quando alla Lanterna Azzurra di Corinaldo nell’Anconetano morirono sei persone, mentre 59 rimasero ferite in attesa del concerto di Sfera Ebbasta. Una data spartiacque per le regole sulle sicurezza nei locali pubblici in Italia, che ha reso le regole ancora più severe. La vera prima svolta era avvenuta nel 1983, dopo la strage del cinema Statuto a Torino: nell’incendio avvenuto il 13 febbraio di 43 anni fa persero la vita 64 persone. Da allora discoteche, cinema e teatri dovettero rivoluzionare i propri sistemi di sicurezza, spesso inesistenti.

La normativa italiana: cosa prevede la legge

Come ricorda il Messaggero, le regole su locali e discoteche sono disciplinate da una legge del 2018 che impone standard molto rigidi, rafforzati ulteriormente dopo Corinaldo. La capienza massima viene calcolata su una base di 2,5 persone per metro quadrato di superficie calpestabile nelle discoteche, escludendo le aree di servizio. Le porte di emergenza sono obbligatorie, il loro numero varia in base alle dimensioni del locale, devono misurare almeno 120 centimetri di larghezza e aprirsi sempre dall’interno verso l’esterno. Inoltre è previsto l’impiego di addetti ai servizi di controllo (Asc) con formazione specifica in primo soccorso e prevenzione di droga e alcol, in numero proporzionale alla capienza del locale.

Videosorveglianza e collaborazione con le autorità

La normativa italiana impone anche sistemi di videosorveglianza obbligatori e prevede la collaborazione attiva tra gestori e forze dell’ordine, con l’obbligo di segnalare situazioni potenzialmente pericolose. Le norme antincendio sono state aggiornate con una regolamentazione specifica del 2023, che ha ulteriormente alzato l’asticella degli standard di sicurezza da rispettare.

Il decreto Piantedosi: nuovi protocolli per il 2025

Nel 2025 il ministro Piantedosi ha introdotto con un decreto protocolli di sicurezza ancora più stringenti, potenziando il ruolo dei gestori nel controllo del territorio e della clientela. Oltre alla videosorveglianza, è stata prevista l’installazione di illuminazione aggiuntiva, la nomina di un referente per la sicurezza e l’adozione di un codice di condotta per gli avventori. Chi aderisce ai protocolli ottiene vantaggi reputazionali in termini di affidabilità e una riduzione della responsabilità oggettiva: il Questore, se intende sospendere o revocare la licenza a un esercente che ha rispettato gli impegni previsti, dovrà fornire una motivazione rafforzata.