I segreti dei Vip rubati al commercialista Bellavia, l’esperto di Report denuncia l’ex dipendente: un milione di file rubati, da Renzi a Elkann

Una ex dipendente dello studio di Gian Gaetano Bellavia, noto commercialista ed esperto di revisione bilanci, è stata rinviata a giudizio con citazione diretta per il reato di «accesso abusivo a un sistema informatico». L’accusa, partita proprio da Bellavia, è di aver sottratto «un milione di file costituenti il know how dello studio» e che contengono informazioni sensibili su centinaia di clienti, compresi molti nomi di alto profilo della politica italiana e del mondo imprenditoriale.
Più di un milione di file sottratti
Gian Gaetano Bellavia è un nome assai noto in Italia sia tra i magistrati, visto che da decenni è consulente in molte inchieste di criminalità economica, sia per essere spesso ospite della trasmissione Report, in onda su Rai Tre. Il commercialista contesta a una sua ex dipendente di aver sottratto un’enorme quantità di file dai database aziendali – 1.323.953, pari a circa 910 giga – e di averli usati nel suo successivo incarico di lavoro per due società di investigazioni.
I vip coinvolti
Tra quei file, scrive il Corriere della Sera, ci sono anche un centinaio di nomi di spicco della politica e dell’industria: Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Manfredi Catella, Bettino Craxi, Massimo D’Alema, Luigi Di Maio, Ennio Doris, Geronimo La Russa, Flavio Briatore, Gianni Letta, Claudio Lotito, Cesare Previti e Giulio Tremonti. Alcuni di questi parrebbero clienti dello studio di Bellavia, altri sono semplicemente personaggi coinvolti in vicende giudiziarie in cui il commercialista è stato chiamato a svolgere il ruolo di consulente dei pm. In ogni caso, scrive Bellavia nella denuncia, si tratta di documenti «ad altissima sensibilità». Un’espressione che, fa notare il Corriere, sembra suggerire un indizio: tra quei file non ci sono solo materiali di procedimenti giudiziari ma anche intercettazioni, conti bancari, perquisizioni consegnati a Bellavia per le sue consulenze ma non utilizzati dai pm nei processi.
La Lega: «Fare chiarezza su indagini parallele»
La prima reazione ufficiale alla vicenda giudiziaria arriva dalla Lega, che in una nota ufficiale scrive: «Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega. Le notizie apparse anche oggi sulla stampa, che confermerebbero il vizio di indagini parallele e opache nei confronti del tesoriere della Lega Alberto Di Rubba, sono altamente preoccupanti. È necessario e urgente che queste vicende vengano chiarite in modo inequivocabile, anche per far emergere mandanti e destinatari di questi dossier».
Report: «Nessun materiale riservato tra i file trafugati»
Ma a commentare il rinvio a giudizio dell’ex dipendente di Bellavia è anche Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, che all’Ansa assicura: «Non c’è nulla di riservato di Report che è stato trafugato. Si tratta soltanto di materiale legato alla gestione dello studio da commercialista del nostro perito Bellavia. Materiale proveniente da fonti aperte, visure camerali, bilanci, documenti del genere che sono stati fatti analizzare al nostro perito. Non c’è nessun materiale riservato che ha portato a processi mediatici». Per quanto riguarda le osservazioni della Lega, che ha parlato di «indagini parallele» nei confronti del tesoriere Alberto Di Rubba, Ranucci precisa: «Sui processi dei commercialisti della Lega, Report non ha alcun merito, se non quello di averli raccontati. Il merito del perché sono finiti a processo è solo ed esclusivamente degli stessi commercialisti. Non c’è alcun mistero».
Nella foto di copertina: Gian Gaetano Bellavia, commercialista ed esperto in revisione bilanci
